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House of Labs 3: le consulenze alla Corte dei Conti e i procedimenti disciplinari per i biologi

La terza puntata della guerra scatenatasi intorno alle elezioni dell’Ordine dei Biologi oggi vede comparire in scena la Corte dei Conti, mentre viene fissata la data della discussione di merito in tribunale per la denuncia per brogli elettorali (sulla quale pende richiesta di archiviazione da parte della procura) e anche quella del Tribunale amministrativo regionale del Lazio per l’annullamento delle elezioni.

La Corte dei Conti e le consulenze dell’Ordine dei Biologi

La procura regionale della Corte dei Conti del Lazio ha citato a giudizio Anna Pensato, Loris Landi, Vincenzo Landi, Ermanno Calcatelli e Lorella Landi per l’accusa di danno erariale in relazione alle somme spese dall’Ordine dei Biologi per consulenze per un totale di qualcosa meno di un milione di euro. Tutti i versamenti sono stati firmati dall’ex presidente nel frattempo defunto Ernesto Landi e dal suo segretario di allora Ermanno Calcatelli. Per questa vicenda, come abbiamo scritto nella scorsa puntata, Calcatelli è stato rinviato a giudizio per peculato nel gennaio 2018.

Secondo l’accusa, l’indagine su Lorella Landi, giornalista Rai, riguarda 242mila euro per l’incarico di portavoce del padre Ernesto; per quanto riguarda Loris e Vincenzo Landi sotto la lente ci sono 160mila e 235mila euro per fatture con causali che riguardavano l’organizzazione di corsi ed eventi dell’Ordine mentre nei confronti di Anna Pensato, vedova dell’ex presidente Landi, 298mila euro. La prima udienza si terrà il 17 settembre. Nel frattempo è arrivato un altro esposto alla Corte dei Conti che riguarda le spese effettuate per le passate elezioni. Commentando la vicenda, Calcatelli su Facebook ha scritto: «Pubblicati due articoli ancora infamanti sulla mia persona pubblicato dai soliti giornalisti pennivendoli che rifiutano di poter fare replica. Chiamarli giornalisti mi diventa veramente difficile. Solite insinuazioni che troveranno risposte con i tempi della magistratura. Tempo passerà ma io sono paziente. A proposito il solito amico ha dimenticato di citare il consigliere Sapia Scicchitano e Miraglia che ora siedono nell’attuale consiglio che hanno deliberato in modo unanime le operazioni elettorali. Per non parlare del consulente fiscale e del collegio dei revisori anche loro confermati. Non vi sembrano stranezze?». C’è da segnalare che Informabiologi, il sito della corrente di D’Anna, aveva pubblicato le carte dell’apertura della discussione della causa presso la Corte dei Conti ma ha successivamente cancellato il documento lasciando però il post che ne raccontava sommariamente il contenuto.

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Ermanno Calcatelli, ex presidente dell’Ordine dei Biologi

Secondo le accuse contenute nel fascicolo presso la Corte dei Conti e nell’indagine per peculato i dipendenti dell’Ordine avrebbero anche testimoniato di non aver mai visto alcuni degli accusati nella sede mentre svolgevano il loro lavoro o di averli visti solo in qualità di “ospiti”. Calcatelli, sentito da neXt Quotidiano, fornisce una versione completamente differente dei fatti: «A parlare della presunta assenza dalla sede dell’Ordine di uno dei collaboratori è stata una dipendente che svolgeva il ruolo di correttrice di bozze in una stanza lontana da quelle della presidenza. Da lì non poteva vedere chi venisse in ufficio e chi no. Il collaboratore di cui parliamo veniva invece due o tre volte al mese, come da esigenze del suo contratto».

Calcatelli fa anche sapere che la delibera di assunzione dei collaboratori è stata adottata all’unanimità e si chiede come mai quindi non siano stati convocati tutti dalla Corte dei Conti per difendersi. E segnala che nel processo per peculato nel frattempo iniziato a Roma che lo vede tra gli imputati per alcuni dei testimoni il pubblico ministero ha chiesto l’imputazione per falsa testimonianza perché hanno detto di non ricordare episodi messi a verbale oppure si sono contraddetti durante l’udienza. «Andrebbe anche ricordato che essendo quelli dell’Ordine i soldi degli iscritti, non dello Stato, non si capisce perché sussista l’ipotesi di danno erariale», aggiunge l’ex presidente sotto processo. Che annuncia anche una prossima denuncia alla Corte dei Conti per le stesse ipotesi di reato.

L’inchiesta penale sul voto dell’Ordine dei Biologi

Il 3 ottobre invece si terrà la discussione di merito sull’opposizione all’archiviazione per l’inchiesta contro ignoti sul voto che ha portato Vincenzo D’Anna alla presidenza dell’Ordine dei Biologi di cui abbiamo parlato nella prima puntata. L’accusa nasce da un esposto di Calcatelli e Costantini e su esso pende richiesta d’archiviazione del PM Mario Palazzi.

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Niente anticipo: l’udienza per l’annullamento delle elezioni arriva a novembre

Il Tribunale Amministrativo del Lazio ha respinto invece l’istanza di Calcatelli e Costantini per l’anticipo della discussione di merito riguardante il ricorso avverso la regolarità delle elezioni per il rinnovo del Consiglio dell’Ordine Nazionale Biologi e del Consiglio Nazionale. L’udienza si terrà quindi a novembre come programmato. Stiamo parlando del ricorso sulla regolarità delle elezioni sul quale era finalmente arrivata, come abbiamo raccontato, la sentenza del Consiglio dei Biologi che respingeva il ricorso dei due, dopo sette mesi di attesa e prima dell’inizio della guerra dei ricorsi. Il ricorso è stato ovviamente dichiarato improcedibile.

ricorso ordine dei biologi

Anche qui però nel frattempo è arrivata dal Tar un’altra sentenza, che ha condannato il Consiglio Nazionale dei Biologi a pagare 2mila euro per il ritardo immotivato nel pronunciamento. Anche la richiesta cautelare dell’ONB per la chiusura della FIB è stata respinta.

Una novità nella storia dei plichi

È interessante però notare cosa scrive la parte di Calcatelli e Costantini nei motivi aggiuntivi al ricorso per l’annullamento alle elezioni a proposito della storia dei plichi arrivati da corrieri diversi da Poste Italiane portati attraverso furgoni di società di trasporto private che hanno scatoloni chiusi con lo scotch da pacchi nel giorno delle elezioni. Parliamo dei 691 e dei 23 plichi portati da Mail Express e CPM arrivati il 3 ottobre 2017 in un’unica spedizione. Un totale di 714 voti, e che, secondo la parte, sono stati accettati con un verbale privo di data e ora e senza numero identificativo dei singoli plichi.

Si tratta di un terzo del totale dei voti espressi per corrispondenza, eppure nella sentenza del CNB non si parla in alcun modo della circostanza, come se non fosse mai esistita. La parte di Calcatelli ricorda che si tratta di plichi provenienti dalle stesse zone geografiche (Campania e Sicilia) e risultano acquisiti presso il corriere tra il 28 e il 29 settembre in precise fasce orarie e i mittenti sono indicati con una targhetta dattiloscritta molto simile.

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Ma aggiunge anche qualcos’altro. Ovvero che la maggior parte dei plichi recano l’autentica di firma dell’elettore effettuata da soggetti “competenti per territori diversi dal comune di residenza dell’elettore”. Secondo una circolare del ministero dell’Interno e alcune sentenze del Consiglio di Stato i pubblici ufficiali possono autenticare sottoscrizioni solo nel territorio di loro competenza.

I provvedimenti disciplinari per i biologi che parlano troppo

Infine, ci sono i provvedimenti disciplinari. Una serie di “avvisi di comparizione” è stata emessa nei confronti di biologi iscritti all’Ordine, convocati per un’udienza davanti al Consiglio di Disciplina dell’Ordine dove dovranno difendersi dall’accusa di aver violato gli obblighi deontologici. Tra i convocati – il suo caso si discuterà a maggio – c’è anche un biologo che ha raccontato a neXt Quotidiano di essersi sì lamentato dell’aumento delle quote di iscrizione, ma di averlo fatto in un gruppo chiuso su Facebook: «Sinceramente ritengo grave l’accaduto perché ho soltanto espresso un dissenso motivato sull’Ordine dei Biologi, eppure mi ritrovo sotto processo. In ogni caso ho salvato anche le risposte offensive che ho ricevuto in quella discussione e credo che il codice deontologico sia venuto meno in questo caso, non per le mie lamentele giustificate».

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calcatelli sanzioni

Un altro dei sanzionati è proprio Calcatelli, che avrebbe danneggiato l’Ordine per una serie di post su Facebook in cui se la prendeva con gli altri protagonisti delle vicende che abbiamo raccontato. «Ho paura di essere sanzionato e, soprattutto, ho paura che la sanzione mi impedisca di partecipare alle eventuali nuove elezioni dell’Ordine visto che dovrei ricorrere prima internamente e poi al tribunale per l’annullamento della sanzione», dice lui oggi.

E qui c’è anche una curiosa coincidenza di date: l’esposto è stato ricevuto il 21 marzo, il Consiglio di disciplina si è riunito il giorno dopo. Il 26 marzo è stato inviato l’avviso di comparizione: appena cinque giorni dopo l’arrivo dell’esposto. Anzi tre, visto che il 23 e il 24 erano rispettivamente sabato e domenica.

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