Economia

Come funziona il Quantitative Easing di Draghi

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Mario Draghi e il board della Bce faranno partire nei prossimi giorni, sulla scia del modello americano, il QE, ovvero il Quantitative easing all’europea. Una decisione presa a maggioranza, che ha lasciato veleni ancora non completamente riassorbiti. Per l’Europa, infatti, è una strategia rivoluzionaria. Ridotta all’osso, consiste nello stampare moneta per comprare titoli e debiti di Paesi stra-indebitati. Le monarchie di una volta cercavano lo stesso effetto di liquidità riducendo la quantità di oro e argento nelle monete. Per l’ortodossia monetaria cara ai tedeschi il Quantitative easing, insomma, prima ancora che rivoluzionario, è eretico. Alla fine lo sforzo di Francoforte per l’acquisto di titoli di Stato e privati sul mercato secondario allo scopo di creare moneta e liberare risorse per l’economia reale è più grande del previsto: 1100 miliardi fino a settembre 2016 e insieme la promessa di continuare in caso l’effetto sull’inflazione non sia ancora ottenuto. Ma nelle pieghe della decisione della BCE si nasconde molta diplomazia e un po’ di furbizia: soltanto sul 20% dei titoli acquistati il rischio sarà condiviso, l’80% sarà in carico alle banche centrali di ciascun Paese. Ma cosa succederà all’economia reale con l’ennesima iniezione di liquidità della BCE? Vediamo di analizzare punto per punto cosa accadrà ai portafogli di famiglie e imprese italiane.

L’infografica di Repubblica sul Quantitative Easing di Draghi

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Come funziona il Quantitative Easing di Draghi (Repubblica, 2 marzo 2015)