Economia

Come funziona la bad bank

Un’infografica a corredo di un articolo a firma di Andrea Greco e Roberto Mania spiega oggi come funzionerà la bad bank “leggera” su cui il governo sta lavorando per togliere dai bilanci delle banche le sofferenze (i non performing loans). Spiega il quotidiano:

La bad bank leggera e “privata”, comunque, sarebbe un primo passo, capace di creare un mercato di titoli Abs da scontare in Bce in cambio di cassa (almeno la parte delle future cartolarizzazioni coperta dalle garanzie). Tali garanzie saranno attivabili da ogni singola banca, che si creerebbe un veicolo ad hoc, finanziato per il 20% con capitale degli operatori specializzati, il resto a debito. Uno dei problemi è il costo degli apporti di sofferenze e delle garanzie, da giocare sul difficile equilibrio tra regole del mercato e “incoraggiamento” pubblico per superare gli ostacoli comunitari agli aiuti di Stato. Si dice che il decreto che il governo prepara ricalchi il meccanismo dei cosiddetti “ghost bond” bancari del governo Monti del 2011, da portare in sconto alla Bce. In quel caso le garanzie pubbliche furono pagate tra 75 e 90 punti base; e risulta che le singole bad bank, dopo un serrato confronto con Bruxelles che ha imposto vincoli a riguardo, pagheranno un tasso poco più alto al Tesoro: attorno ai 100 punti base, che comunque, notano fonti bancarie, è meno della metà del tasso chiesto dalle banche d’affari per finanziare i professionisti delle sofferenze. L’incasso delle garanzie consentirebbe alla mano pubblica di accumulare le risorse necessarie, in caso di crediti definitivamente inesigibili, per ripagare i debitori. Ma è una coperta corta: basterà a convincere Bruxelles? In caso contrario, resterebbe solo l’opzione estrema: che l’Italia non riesca a realizzare la bad bank. Sui listini difficilmente sarebbe presa come una buona notizia.

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Come funzionerà la bad bank “leggera” (la Repubblica, 21 gennaio 2016)

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