Economia

Cosa c'è dietro l'aumento dei posti di lavoro segnalato dall'Istat

L’orario flessibile non è una scelta ma è imposto: i nuovi occupati tutti a tempo o part time

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Cosa c’è dietro l’aumento dei posti di lavoro segnalato dall’Istat? Oggi su Repubblica Luisa Grion spiega perché nel terzo trimestre 2014 è aumentato il computo totale dei posti di lavoro, così come segnalato dall’Istat. Dopo un lungo periodo buio(sette trimestri in calo), i mesi compresi fra lo scorso luglio e settembre hanno segnalato un ritorno alla crescita nel numero degli occupati: 122 mila in più rispetto allo stesso periodo del 2013. Dei 122 mila occupati in più segnalati dall’Istat, solo 19mila sono permanenti. La gran parte è a tempo parziale. E in questo tempo parziale è in netta crescita il part time involontario, che ormai tocca quota 63,6 per cento sul totale. «Lavori accettati in mancanzadi occasioni a tempopieno», precisa l’istituto di statistica.

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L’infografica dell’IStat sull’aumento dei posti di lavoro (La Repubblica, 30 novembre)

E ancora: l’occupazione aumenta sì al nord e al centro, con 47 e 98mila nuovi posti, ma al Sud continua a crollare. L’occupazione aggiuntiva, poi, è riservata alle donne e agli stranieri. «Dopo la riduzione ininterrotta dal primo trimestre 2009 – segnala l’Istat – per il secondo trimestre consecutivo è in aumento il tasso di occupazione degli stranieri». Oggi supera il 58 per cento (55,7 per gli italiani).