Economia

Casse in fuga da Atlante 2

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Il no dell’ENPAM è quello che pesa di più, visto che il suo presidente, Alberto Oliveti, è anche il presidente dell’Adepp, l’associazione che rappresenta 19 Casse di previdenza privata e che lo scorso 25 luglio ha votato una delibera (a maggioranza) che prevedeva un investimento in Atlante 2 di 500 milioni da parte delle Casse, a determinate condizioni. All’epoca Inarcassa-ingegneri e architetti, Cnpadc-commercialisti ed Enpav-veterinari si erano già defilate ma ieri è partita la Grande Fuga: “Penalizzare le casse di previdenza private in questo momento storico vuol dire mettere in crisi il futuro di molti colleghi, compromettendo ancora di più una situazione già critica”, ha detto il presidente nazionale Unagraco, Giuseppe Diretto. Anche l’Unione nazionale commercialisti ed esperti contabili ha detto no rispetto all’ingresso dei capitali degli enti previdenziali nel Fondo ‘Salva banche’. Poi è arrivato anche il diniego di Inarcassa:  “Dopo aver confrontato l’asset allocation e le procedure interne relative alle politiche finanziarie, Atlante 2 e’ stato valutato non adeguato ai criteri di prudenzialità e non in linea con i parametri d’investimento applicati dall’ente”, ha spiegato in una nota. Il consiglio ha ribadito l’impegno di Inarcassa ad “investire nell’economia reale a condizione che rischi e rendimenti siano in linea con le aspettative di crescita di un patrimonio che deve garantire il futuro previdenziale degli architetti e ingegneri liberi professionisti”.

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Atlante 2: il piano per MPS (Il Sole 24 Ore, 28 luglio 2016)

Casse in fuga da Atlante 2

 
Infine è arrivato anche il no di ENPAM: “Non ci sono al momento le condizioni per investire nel fondo Atlante2, poiché non si sono verificate le condizioni tecniche per sottoporre l’investimento al Consiglio d’amministrazione”. Questo non in seguito alle proteste e agli appelli, ma perché “non si sono verificate le condizioni dettate all’inizio nella delibera di adesione ad Atlante2”. In pratica, il sì di ENPAM era vincolato a due paletti, un’offerta tecnica con rischi e rendimenti, e le indicazioni normative da parte dei ministeri vigilanti. L’offerta tecnica è arrivata, ma non corrispondeva a quella prospettata. Dunque l’investimento al momento non andrà all’attenzione del Cda. Cosa sta succedendo? Oliveti ha chiarito che le casse avrebbero voluto qualcosa in cambio, ovvero la certificazione di essere fondazioni di diritto privato che svolgono una funzione di diritto pubblico e una dichiarazione del MEF che certifica l’interesse collettivo nell’investimento per i NPL: ma il governo non può farlo. Perché se intervenisse con una direttiva o desse contropartite dalle parti dell’Unione Europea potrebbero rizzare le orecchie e cominciare a preparare una procedura per aiuti di Stato mascherati.