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La Cassazione cambia le regole… del semaforo giallo

Ne parla Vincenzo Borgomeo su Repubblica: la Cassazione cambia le regole sul semaforo giallo e diminuisce il tempo per il passaggio prima di rischiare una sanzione. E così si rischiano molte più multe:

Il tempo del semaforo giallo ora — per una storica sentenza della Cassazione — potrà passare da 4 a 3 secondi in mezza Italia. Una differenza enorme se pensiamo per esempio che il sindaco di Chicago, regolando il tempo del giallo da 3 a 2,9 secondi ha incassato 8 milioni di dollari in più in un anno e che l’Italia solo recentemente ha automatizzato i controlli sui semafori. Sulle nostre strade dal 2009 a oggi il numero di contravvenzioni è così cresciuto del 987 per cento, mentre nello stesso periodo in Germania l’aumento è stato dell’11 e in Francia del 30%… Siamo dunque “sotto torchio”, ma la Cassazione ha comunque deciso che 3 secondi sono più che sufficienti per fermarsi.

semaforo giallo
 
Passare con il semaforo rosso però in Italia comporta una multa minima di 162 euro e la perdita di sei punti dalla patente. E i comuni incassano tre miliardi di euro all’anno dalle multe agli automobilisti:

«E ovviamente ha ragione — spiega l’ingegnere Luigi Lucchini, ad della Sca e, azienda leader in Europa nella costruzione dei semafori — ma questo varrebbe in un Paese“normale” dove i limiti vengono rispettati ed esistono leggi precise sul tema». Da noi invece no: siamo nella più totale anarchia e non è un caso che la stessa Cassazione per arrivare a questa sentenza, e quindi cercare di fare un po’ d’ordine, si sia dovuta rifare ad uno studio del Cnr. Non va poi dimenticato il fatto che in Italia dal 2010 c’è una legge che obbliga i Comuni a destinare i proventi delle multe per iniziative per di sicurezza stradale che però risulta inapplicabile per mancanza di decreti attuativi. Così i proventi delle contravvenzioni vengono messi a bilancio e servono spesso per fare cassa: il rischio quindi che questa possibilità di accorciare il tempo del giallo si trasformi in una trappola, senza alcun beneficio per la sicurezza stradale, è reale. Da noi infatti la metà dei semafori è regolata sui 3 secondi e l’altra sui 4, con percentuali quasi inesistenti di quanti (siamo nell’ordine dell’1 per cento)arrivano a 5. Ma non è tutto perché poi comespiega l’ing. Lucchini, «abbiamo città come Milano e Firenze dove i semafori sono tarati sul giallo da 3 secondi, altre (come Roma) uniformate sui 4 secondi».