Economia

La Cassa Integrazione in deroga e l’INPS in ritardo

Nel Lazio, ad esempio, sono 58837 le domande decretate dalla Regione con un primo invio del flusso che risale al 2 aprile scorso. Le domande pagate dall’INPS risultano essere 8575. Ovvero appena il 14,57%. Ma c’è chi sta peggio. Ad esempio la Toscana, che ne ha decretate 34381 e se ne è viste pagare 3235, appena il 3,5%

inps pensioni

Sono i suoi stessi numeri a inguaiare l’INPS sulla cassa integrazione in deroga. Sul portale dell’ente guidato da Pasquale Tridico infatti vengono mostrati i dati, aggiornati al 10 maggio, su Cassa integrazione ordinaria, assegno ordinario, richieste di pagamento SR41 e Cassa integrazione in deroga.

La Cassa Integrazione in deroga e l’INPS in ritardo

Proprio da questi dati si evince che i beneficiari complessivi di Cassa integrazione ordinaria e Assegno ordinario, al 10 maggio 2020, sono 8.523.529. Dei relativi benefici, 5.568.191 sono già stati anticipati dalle aziende con conguaglio INPS, e 2.955.338 sono a pagamento diretto, in corso di pagamento. E quindi già si scopre che per l’ordinaria l’INPS ha pagato il 34% degli aventi diritto, tutto il resto se lo sono dovute accollare le aziende. Ma la vera tragedia è la CIG in deroga. Le domande di Cassa integrazione in deroga, determinate dalle singole regioni e inviate all’INPS per autorizzazione al pagamento, sono 362.919. Di queste 246.350 sono state autorizzate da INPS. Ma è quando si arriva ai dati disaggregati per regione che si notano paurose discrasie.

cassa integrazione inps 1

Nel Lazio, ad esempio, sono 58837 le domande decretate dalla Regione con un primo invio del flusso che risale al 2 aprile scorso. Le domande pagate dall’INPS risultano essere 8575. Ovvero appena il 14,57%. Ma c’è chi sta peggio. Ad esempio la Toscana, che ne ha decretate 34381 e se ne è viste pagare 3235, appena il 3,5%. E la Lombardia? Ne ha decretate 50778, le domande pagate sono 1821. Ovvero l’1,8%. Ci sono regioni che se la passano meglio come il Veneto, che ha 9163 domande pagate su 34946 domande decretate pari al 9,1%, o la Campania che ha 8522 domande pagate su 30mila (il 8%). Ma in generale la disparità tra regioni si vede tutta ed è anche incomprensibile. Antonio Misiani, viceministro dell’Economia, ai microfoni di Radio anch’io oggi ha detto che sulla cassa integrazione e cassa in deroga, nel decreto rilancio “ci sono norme per la semplificazione delle procedure. La cassa integrazione in deroga è gestita congiuntamente da Inps e Regioni. Ci sono stati ritardi e rallentamenti, stiamo lavorando e dialogando con le regioni per velocizzare le procedure e capire quale sia la modalità più rapida. Le pratiche della cassa integrazione hanno dimensioni senza precedenti, 8 milioni e mezzo di persone. Noi stanziamo 3 miliardi di euro per i comuni. Sono convinto che sia necessario comunque garantire i servizi essenziali, vedremo i dati”. Tanti lavoratori rimangono in attesa.

Leggi anche: Quando arriva la CIG in deroga? I tempi lunghi per l’assegno