Economia

Tre casinò da salvare (con i soldi pubblici)

casinò venezia

St. Vincent, Campione d’Italia e Venezia: tre luoghi in cui sorgono famosi casinò che però hanno perso 400 milioni in dieci anni in totale. E che adesso devono essere salvati con soldi pubblici. Spiega oggi Repubblica che in Val d’Aosta e Laguna sono scattate in questi giorni le richieste di licenziamento per centinaia di croupier. Il pezzo di Italia in terra svizzera sta pagando le tredicesime a rate ai dipendenti per problemi di liquidità. Risultato: governo ed enti locali si preparano a riaprire i cordoni della borsa per salvare un’altra volta l’azzardo di Stato: il casinò della Vallée chiede almeno 43 milioni alla Regione. Campione attende un provvedimento dell’esecutivo che gli garantirà una decina di milioni decisivi per il suo futuro.

un casinò da salvare
Le perdite dei casinò (La Repubblica, 25 febbraio 2017)

E a Venezia non va meglio. Il sindaco lagunare Luigi Brugnaro si è presentato qualche giorno fa ai dipendenti con un annuncio-choc: per evitare la liquidazione, bisogna tagliare il 20% dei 538 dipendenti. Una linea dura scelta forse dopo che nella notte di San Silvestro, altissima stagione per il mondo delle roulette, i tavoli verdi in laguna hanno funzionato a mezzo servizio causa la malattia a sorpresa di 41 impiegati. In attesa di soldi pubblici è invece Campione d’Italia, vittima della super-rivalutazione del franco svizzero. Una maledizione per un’azienda che ha i ricavi in euro e i costi in divisa elvetica. I tagli a organici e stipendi qui sono già stati fatti. I dipendenti sono in solidarietà dal 2012 con stipendi tagliati del 30%, gli organici sono stati ridotti da 600 a 400 persone.