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Carmine Spada: lo show di Romoletto in aula sulla mafia a Ostia

carmine spada

Carmine Spada detto Romoletto è un fornaio, non un boss. O almeno è questo che ha tentato di sostenere ieri in Aula davanti al pubblico ministero Mario Palazzi in uno show che tra esame, controesame dei suoi legali e domande dell’avvocato Giulio Vasaturo, parte civile nel processo, è durato 4 ore. Racconta oggi Repubblica Roma:

«Non ho nessun problema con nessuno, la mia vita è tranquillissima», dice quando il pm gli chiede conto del perché nel novembre del 2016 avesse subito due attentati e sia rimasto vivo solo perché la pistola dell’aggressore si era inceppata. Perché dunque se è così ben voluto — domanda Palazzi — a Ostia qualcuno cerca di ucciderlo? Vive del suo lavoro, qualcuno le spara, perché non va dai carabinieri o dalla polizia a denunciare? «E a chi denuncio se non ho visto nessuno in faccia?». Non cambia registro quando la pubblica accusa lo incalza sul duplice omicidio avvenuto nel 2011 di Francesco Antonini e Giovanni Galleoni in via Forni che per la procura è ordinato e commesso proprio dal clan Spada.

«I Baficchio (così viene chiamata la famiglia Galleoni, ndr) li conoscevo solo di nome». Sul delitto nulla sa. Il motivo per cui versava ogni mese 250 euro al boss Carmine Fasciani detenuto in carcere lo risolve tirando in ballo tra l’imbarazzo generale il suo avvocato storico Mario Gilardi: «li davo al mio avvocato». In aula il legale smentisce di aver fatto da tramite nella consegna di soldi da un boss e l’altro. Poi l’imputato aggiunge: «quei soldi li mandavo perché era una persona anziana e mi faceva pena». Infine il tentato duplice omicidio la notte tra il 15 e il 16 luglio del 2013 davanti alla sala scommesse di via Casana a Ostia.

Romoletto ha sostenuto di aver accumulato tutti quei soldi perché ha lavorato da fornaio in tanti forni di Ostia, portando a casa dai 1500 ai 2500 euro al mese. E del resto non sa nulla:

«Sono intervenuto in una discussione tra mio nipote Ottavio e Marco Esposito che stavano litigando, poi ho saputo che Ottavio si è recato in ospedale per un proiettile che lo aveva ferito. Non mi ero accorto che avessero sparato mentre ero lì, peraltro c’erano tante persone affacciate e nessuno è andato a denunciare?». L’avvocato Vasaturo gli ricorda che fu lui a intimare alle persone di rientrare in casa. Carmine farfuglia, smentisce, poi oppone un «non ricordo».

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