Economia

La lettera della BCE che mette nei guai Carige

Banca Carige crolla in asta di pre-apertura in Borsa dopo la richiesta della Bce di un nuovo piano “per adeguarsi ai requisiti di vigilanza”. Le azioni cedono il 10%. Sul titolo pesano le richieste arrivate dalla Bce di varare un nuovo piano industriale che tenga conto del deterioramento dell’attuale scenario e un piano che rifletta le nuove considerazioni sulle opzioni strategiche.

La lettera della BCE che mette nei guai Carige

La Vigilanza guidata da Danièle Nouy ha inviato al board dell’istituto il 19 febbraio una «draft decision» chiedendo che la banca riduca i rischi e rientri nei requisiti di vigilanza attraverso un nuovo funding plan entro il 31 marzo, un «piano industriale che tenga conto del deterioramento dell’attuale scenario rispetto alle originarie previsioni» e un piano «che rifletta nuove considerazioni sulle opzioni strategiche del gruppo» entro il 31 maggio. La «decisione» Bce è stata resa nota ieri in tarda serata da Carige, dopo che il board ha aggiornato i conti 2015 che si chiudono con una perdita di 101,7 milioni, in peggioramento dai 44,6 milioni comunicati l’11 febbraio, a causa della svalutazione integrale dell’avviamento di Banca Carige. Ma ha pesato anche il calo nella raccolta diretta. «Nell’attuale situazione di mercato» anche in avvio di 2016, è scritto nella nota del gruppo guidato da Piero Montani (al cui posto il primo socio, Malacalza Investimenti, ha proposto Guido Bastianini) «la banca, al pari di altri istituti italiani comparabili, ha dovuto fronteggiare tensioni inaspettate con inter
venti tempestivi». Carige precisa che «la svalutazione produce effetti meramente contabili ma non determina riflessi negativi sulla redditività prospettica e sui profili di adeguatezza patrimoniale», «confermati rispettivamente al 12,2% (Cet1) e al 14,9% (total capital ratio)». La liquidità oggi è pari a oltre 2 miliardi, con un ratio di oltre 100% (superiore al limite Bce del 90%) e sono stati emessi a febbraio due covered bond per 850 milioni e cartolarizzati crediti «con un effetto positivo sulla liquidità stimato in circa 500 milioni».