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La carabiniera ricattata: “Voleva fare volantini con le immagini di lei nuda”

Un uomo ricatta una giovane carabiniera per alcune foto intime: è accusato dalla Procura di stalking, violenza privata e violenza sessuale aggravata

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“Mandami tue foto dove sei nuda o dico tutto a tua madre e ai tuoi superiori”. Così una giovane carabiniera è finita sotto ricatto di un uomo conosciuto in rete. La vicenda, che risale ad alcuni anni fa, è finita in questi giorni nelle aule del Tribunale di Torino, dove l’uomo è accusato dalla Procura di stalking, violenza privata e violenza sessuale aggravata, anche se i due non hanno mai avuto contatti fisici. Secondo l’accusa l’uomo, che per conquistarsi la fiducia della donna si era finto un suo collega carabiniere, l’avrebbe costretta a compiere atti sessuali contro la propria volontà, le foto hard che la carabiniera era costretta ad inviare. Quindi, secondo i magistrati, virtualmente violentata. I ricatti erano incominciati quando la relazione, che era solo online, si era interrotta. Repubblica Torino racconta altri dettagli della vicenda:

Nel 2010 la donna si arruola nell’Arma. Ed è allora che prende più consapevolezza. Vuole troncare la relazione, cerca di farlo senza strappi. Ma scatta il ricatto, prima in maniera velata, «fai attenzione, ricordati che ho le tue foto», le dice. Poi sempre più chiaramente: «Se non fai quello che ti dico, tutti sapranno». E così per 5 anni la vita della carabiniera si trasforma in un incubo. L’uomo, che ha 55 anni, la costringe a riprendersi il volto, a mandargli immagini di autoerotismo, senza mostrare alcuna pietà nei confronti della donna sempre più disperata e angosciata. Non sa come uscire da quella situazione. Anche perché l’uomo, che ha il suo numero di telefono, diventa così pressante da diventare uno stalker. Per incuterle ancora più timore riesce a dirle cose, sulla sua vita privata, come se sapesse tutto di lei. A che ora esce, dove sia andata. E a un certo punto sarebbe anche riuscito a inviare immagini della carabiniera ad alcuni amici su facebook. Ed è questa la paura più grande, l’arma del ricatto. Lui voleva fare volantini con le immagini di lei nuda, da appendere anche vicino al lavoro: «Le pubblico perché tutti sappiano». Dice che l’avrebbe derisa: un ossessione e una minaccia continua. Lei è distrutta. Fino a quando nel 2015 finalmente trova il coraggio di sporgere denuncia. Si è confidata con i colleghi e a quel punto si è sentita protetta, compresa e aiutata.