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Come è finita la storia della carabiniera sospesa

La storia di F. G. carabiniera e marescialla sospesa a causa di una macchina del fango scatenata contro di lei via Whatsapp, per ora è arrivata a una conclusione positiva. In un articolo a firma di Lorenzo Mottola Libero oggi fa sapere che la donna non rischia alcuna punizione per l’accaduto, ma condisce il tutto con elementi che continuano a perpetuare la macchina del fango nei suoi confronti. Nel titolo la carabiniera (non più) sospesa viene chiamata senza alcun motivo “porno-marescialla” mentre nel testo si continua ad alludere nei suoi confronti mentre fintamente si prendono le sue difese contro i bigotti:

Per la marescialla le grandi manovre non sono ancora finite. Per fortuna, non rischia alcuna punizione la carabiniera dalla quale tutti vorremmo esser presi con le mani nel sacco. Nessun trasferimento monastico in Sardegna per riflettere sulle sue vergogne e mondare la coscienza. Nessuna sospensione, come qualche orrendo bigotto sperava.

marescialla carabiniera sospesa

E infatti nella ricostruzione fornita da Libero della vicenda ci sono una serie di “piccoli” errorini”, che casualmente esagerano alcuni particolari e ne inventano di sana pianta altri:

Per chi si fosse perso le puntate precedenti, la storia è la seguente: la ragazza, giovane romana, aveva realizzato una serie di foto osé (alcune delle quali in dolce compagnia, tra baci saffici e altri svaghi) e aveva aggiunto alla collezione anche un video senza veli con particolari bollenti. Senza pensarci troppo, conservava tutto sul suo telefonino. E faceva male. Non si sa bene in che modo, ma tutto il materiale è stato diffuso sui social e ha iniziato a circolare a macchia d’olio.

marescialla carabiniera sospesa 1

Una corsa da un cellulare all’altro, finita sul portatile di qualche giornalista e di alcuni ufficiali dei carabinieri. Interrogata, la signorina ha parlato di furto: sarebbe stato un hacker a provocare la valanga. O forse un ex fidanzato vendicativo. Le indagini, poi, si sono concentrate su una sua amica conosciuta in palestra, tale Samantha Brega, che compariva in uno dei tanti scatti. Quest’ultima è una vecchia conoscenza del mondo dell’hard. È un’attrice famosa, insomma,ha recitato pure con il numero uno del settore, Rocco Siffredi.

Ricapitoliamo le “piccole inesattezze” contenute nella sinossi:

1 – La carabiniera è stata in realtà oggetto di un dossieraggio che ha messo insieme foto sue prese dal profilo facebook con amici, una foto “intima” ma assolutamente innocente come quella che vedete qui sopra, foto della sua amica e delle due insieme e un video che nulla c’entrava in cui una ragazza bionda, vagamente somigliante a entrambe, si trovava in una vasca. Quel video ritrae in realtà una camgirl ed è facile trovarlo ancora oggi online.

2 – Alle foto era accompagnato un messaggio che insultava a più riprese la ragazza raccontando tutte le balle che poi sono finite nei resoconti dei giornali accompagnate da un “si dice..:” e un “si mormora”;

3 – Il tutto, condito con foto di altre ragazze o rubate dal profilo facebook, contribuiva a costruire nei confronti della donna una macchina del fango, forse per semplice vendetta di qualcuno che ha preso il due di picche. Questa è la realtà dei fatti. E doveva anche essere punita?

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