Economia

L'incubo del canone speciale Rai per le partite Iva

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Il Canone Rai è la tassa più odiata dagli italiani. In questi giorni molti italiani titolari di partita Iva stanno ricevendo una lettera dalla Rai che contribuirà certamente ad aumentare l’insofferenza per il Canone. Come è noto dall’anno scorso l’importo del Canone Rai ordinario viene addebitato direttamente nella bolletta dell’energia elettrica. Questo non vale per il Canone speciale Rai, quello che sono tenuti a pagare gli esercizi commerciali nei quali sono presenti “apparecchi atti od adattabili alla ricezione delle radioaudizioni”.

La richiesta di pagamento del Canone speciale 2017

In teoria il Canone speciale lo devono pagare appunto le attività commerciali. Ad esempio il bar o il negozio che una televisione o che trasmette trasmissioni radiofoniche e musica in filodiffusione. Ma evidentemente non è così perché la Rai sta inviando delle lettere a tutti i dentetori di partita Iva. Anche a quelli che hanno la sede legale della propria attività presso il proprio domicilio. Ovvero nell’abitazione dove (se dovuto) hanno già pagato il Canone Rai tramite l’addebito nella bolletta elettrica. Stiamo parlando di liberi professionisti, artigiani o consulenti che nella quasi totalità dei casi non hanno un apparecchio radiotelevisivo nel proprio ufficio. Eppure sembrerebbe che secondo la Rai sono tenuti a pagare un ulteriore tassa sul possesso dell’apparecchio radiotelevisivo che possiedono nella propria abitazione.

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Fonte 

Sul sito della Rai si legge che «devono pagare il canone speciale coloro che detengono uno o più apparecchi atti o adattabili alla ricezione delle trasmissioni radiotelevisive in esercizi pubblici, in locali aperti al pubblico o comunque fuori dell’ambito familiare» indipendentemente dall’uso che se ne fa: «ad esempio, visione di videocassette dimostrative, filmati, televideo, ecc». Secondo la legge, si legge nella lettera che la Rai ha iniziato a spedire da inizio giugno, chiunque detenga fuori dall’ambito familiare uno o più apparecchi radiotelevisivi è tenuto a pagare il Canone speciale.

Bisogna pagare il Canone speciale RAI o no?

Ma per coloro che hanno la P.Iva e detengono un apparecchio radiotelevisivo solo all’interno dell’ambito familiare, ovvero nello stesso luogo dove magari ha sede la società? Ad occuparsi per prima della vicenda è stata ADUC. Il Presidente dell’associazione dei consumatori Vincenzo Donvito spiega che se la legge parla chiaro in pratica quasi nessuno dei titolari di P.Iva è tenuto ad andare in posta a pagare il bollettino. Il motivo è che se il televisore “di casa” non viene utilizzato per l’attività lavorativa difficilmente ci sono gli estremi per dover essere costretti a pagare (e così sembra di capire anche dalla lettera inviata dalla Rai). Inoltre la comunicazione della Rai arriva per posta ordinaria e non come raccomandata A/R quindi in sostanza – dice ADUC – non vale nulla.

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La lettera inviata dalla Rai ai detentori di P.Iva

Insomma secondo ADUC la missiva non ha alcun valore legale, quindi si può tranquillamente ignorare. Ma è così? Abbiamo provato a chiedere direttamente alla Rai. Se si chiama il call center gratuito – quello dedicato agli utenti che pagano il Canone ordinario – gli operatori non hanno alcuna idea di quali indicazioni darvi perché i due comparti “sono separati”. Vi consigliano però di chiamare il numero – a pagamento – 199.123.000 e “di ascoltare tutto il disco”. Peccato che la voce registrata consenta di parlare con un operatore solo in caso si sia ricevuta una multa in seguito ad un’ispezione.
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Il questionario per richiedere “informazioni” alla Rai sul Canone speciale

Nel caso della comunicazione scritta in questione invece la voce registrata invita a compilare e spedire il questionario per ottenere tutte le informazioni del caso. È sorprendente che nel 2017 un utente che riceve richiesta di pagamento (viene prontamente allegato il bollettino) debba spedire una lettera di carta per ottenere le informazioni dovute. Tanto più che il questionario non prevede la richiesta di informazioni ma solo l‘invio di informazioni. Il dubbio è che la Rai stia semplicemente tentando di costruire un database.

La Rai ha dimenticato di fare informazione sul Canone speciale?

L’alternativa, dal momento che le sedi regionali della Rai non sono raggiungibili se non tramite l’199 è quella di chiedere un appuntamento telefonico tramite il sito Pronto la Rai. Nel frattempo a quanto pare non c’è alcuna fretta di pagare (per sei mesi di abbonamento) cifre che possono arrivare fino a duecento euro. Se invece nel vostro ufficio avete una radio o un apparecchio radiotelevisivo allora siete tenuti a pagare il Canone speciale.

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Il bollettino con richiesta di pagamento del Canone speciale Rai 2017

A maggior ragione se la televisione la guardate sul divano di casa dopo una lunga giornata di lavoro, quindi in ambito familiare. Per quanto riguarda la Rai invece avrebbe potuto – come ha fatto per il canone ordinario – provvedere ad una campagna di informazione nei confronti dei titolari di Partita Iva in modo da chiarire il significato di questa richiesta di denaro che molti vedranno – a ragione – come una tassa oltremodo ingiusta.
EDIT:
Dopo aver preso appuntamento con Pronto la Rai siamo in grado di fare maggiore chiarezza sul canone speciale per le P. Iva. L’operatore ci ha spiegato che qualora il titolare di partita Iva non sia detentore di apparecchi radiotelevisivi al di fuori dell’ambito familiare e abbia già pagato il Canone ordinario è sufficiente rispedire il questionario allegato alla lettera dichiarando di non possedere apparecchi per i quali è necessario il pagamento del Canone speciale. In buona sostanza: se siete dei liberi professionisti, avete già pagato il Canone Rai nella bolletta elettrica e nel vostro ufficio non possedete altri apparecchi atti alla ricezione di segnale radiotelevisivo allora non siete tenuti a pagare il Canone speciale. Questo anche nel caso la sede legale della vostra ditta individuale coincida con la vostra abitazione.