Attualità

La bufala dell'acqua salata che salva da Ebola

ebola america

Due persone sono morte e almeno una ventina sono finiti ricoverati in ospedale a causa di una bufala che riguardava l’Ebola: una studentessa ha esortato su un social network a bere acqua salata perché a suo dire avrebbe reso immune dalla malattia. La beffa è iniziata con un messaggio di testo inviato all’inizio di agosto, che poi si è diffuso a macchia d’olio.
 
LA BUFALA DELL’ACQUA SALATA CHE SALVA DA EBOLA
Poche ore dopo l’invio del testo il messaggio era stato ricevuto da tanti, compreso il ministero della Salute. Il quotidiano nigeriano Vanguard Niews ha poi raccontato che due uomini erano morti nei giorni successivi e 20 erano stati ricoverati a causa del consumo eccessivo di acqua salata. I due morti avevano la pressione altissima, e il motivo, secondo i sanitari, risiedeva proprio nell’eccessiva assunzione di acqua salata per la storia dell’immunità da Ebola. «Fate immergere voi, la vostra famiglia e i vostri vicini in un bagno con acqua calda e con il sale prima dell’alba perché altrimenti l’Ebola che si sta diffondendo attraverso l’aria vi ucciderà», recitava il messaggio che quindi riportava anche la bufala della trasmissione per via aerea del virus. In Nigeria i cittadini hanno inviato circa 450 tweet l’8 agosto, quando la diffusione della bufala era al massimo.
 
LA STORIA E I MEDIA
«Molte persone sono state svegliate da amici e parenti al mattino presto per bere e farsi un bagno nell’acqua e sale, perché qualcuno aveva detto che bisognava farlo prima dell’alba», ha raccontato Thomas Lee di Symplur, una società che si occupa del monitoraggio della rete sulla sanità ad ABC, ma a questo punto il governo nigeriano ha smentito attraverso social media e televisioni l’efficiacia del trattamento, ribadendo che non esistevano vaccini o cure per il virus. Toheed Ojulari, blogger nigeriano che ha letto i tweet sull’acqua salata, ha detto che la responsabile dello scherzo, quando si è resa conto di quanto scatenato, aveva chiesto scusa sui social network. Ma questo non è bastato, evidentemente.

Leggi sull’argomento: La bufala dello scienziato sul rischio Ebola in Italia