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La vera storia dei poliziotti aggrediti dai migranti a Borgo Mezzanone

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Venerdì sei ottobre il ministro dell’Interno Matteo Salvini ha comunicato alla platea dei suoi tre milioni di follower su Facebook l’ennesimo crimine commesso da un migrante. Il luogo del misfatto è Borgo Mezzanone, in provincia di Foggia, poco distante dall’omonimo CARA che ospita migranti e richiedenti asilo. Il protagonista è un 26enne gambiano di nome Omar ragche – ha precisato il ministro – si trova in Italia “per motivi umanitari”, ovvero è titolare del permesso di soggiorno conseguente alla concessione della protezione umanitaria che Salvini vuole abolire.

Cosa è successo a Borgo Mezzanone?

Il migrante in questione non si è fermato ad un posto di blocco della Polizia e stando a quello che riferisce Salvini «una pattuglia della Polizia è stata aggredita a calci e pugni da un gruppo di richiedenti asilo». A denunciare l’episodio è stato il SAP, il Sindacato Autonomo di Polizia, che in un comunicato stampa ha parlato di circa 50 extracomunitari che avrebbero infierito  sugli agenti per impedire l’arresto del cittadino gambiano. Per la cronaca l’ex segretario del Sap, Gianni Tonelli (uno che ha difeso più volte gli agenti che hanno picchiato Federico Aldrovandi, che è stato condannato per diffamazione nei confronti della sorella di Stefano Cucchi e che è fermamente contrario all’istituzione del reato di tortura) è stato candidato alle scorse elezioni politiche per la Lega di Salvini ed è stato eletto alla Camera.

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Secondo il SAP «all’esterno del Cara di Borgo Mezzanone, sono stati oggetto di una vile aggressione messa in atto da più di una cinquantina di cittadini extracomunitari che li hanno accerchiati colpendoli ripetutamente con calci, pugni e oggetti contundenti». Ai due agenti, continua la nota del SAP «sono stati riscontrati seri danni giudicati guaribili in giorni 30 e 15 di prognosi».

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L’aggressione sarebbe terminata solo grazie all’arrivo di ulteriori pattuglie. Secondo Salvini è la dimostrazione che il Decreto Sicurezza è necessario per porre fine “alla pacchia” dei migranti. Al CARA di Foggia però non risulta che le condizioni siano quelle da grand hotel e nemmeno da albergo di quart’ordine: è molto peggio. Salvini però questa mattina dava l’annuncio che sperava di poter dare: il cittadino gambiano aveva ottenuto la protezione umanitaria “grazie ad un ricorso alla magistratura” (nulla di strano in uno stato di diritto ma per il ministro questa cosa sembra essere inaccettabile).

La versione dei migranti e i video dell’arresto di Omar

Salvini conclude facendo sapere ai suoi che ora finalmente “come giusto si potrà espellere” perché questi delinquenti devono andare fuori dall’Italia. Non è ben chiara la sorte degli aggressori, ovvero i 50 migranti che avrebbero malmenato gli agenti. Come mai Salvini parla solo dell’espulsione del gambiano che ha cercato di scappare (a piedi) dal posto di blocco? Non risulta che sia stato lui ad aggredire gli agenti ma la folla dei richiedenti asilo ospiti del CARA che si sono radunati attorno alla volante per impedire l’arresto.

Nel frattempo però spuntano dei video. Ad esempio quello pubblicato su Facebook dal Comitato Lavoratori delle Campagne, che è stato girato col telefonino proprio da uno dei migranti che avrebbero aggredito gli agenti. Si vede in effetti una folla di persone circondare la pattuglia, alcuni tentano di trattenere Omar in manette mentre viene portato via. Nel video si vedono diverse decine di migranti che cercano di impedire che il ragazzo venga caricato in auto. Molti hanno il telefonino in mano e stanno filmando la scena. I due agenti sono chiaramente in difficoltà ma a parte qualche contatto fisico dovuto alla pressione della folla non si assiste a scene di violenza. Ad essere strattonato (dagli agenti e dai suoi compagni) è più il ragazzo del Gambia che i due funzionari di Polizia.

Nel primo video è presente solo una pattuglia. Il sito Terre di Frontiera ne ha pubblicati altri due, girati sempre dai migranti, che però si riferiscono a momenti successivi. Gli agenti della Polizia di Stato sono sei e ci sono almeno altre due volanti. Al cerchione della ruota posteriore, seduto per terra è ammanettato Omar. Sia lui che un agente hanno gli abiti sporchi di fango, segno che c’è stata resistenza all’arresto e che probabilmente c’è stata una colluttazione a terra.

Nulla però lascia intendere che ci sia stata un’aggressione violenta, anche perché l’unico ad essere in manette è il ragazzo che Salvini vuole rimandare a casa. Terre di Frontiera riporta anche una testimonianza di uno dei migranti presenti che ammette che Omar ha sbagliato a scappare e a resistere all’arresto, così come hanno sbagliato i migranti che hanno cercato di impedire alla Polizia di caricarlo in auto.

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Ma aggiunge anche che «Tutti cercavano di parlare con la Polizia per vedere cosa si doveva fare. Ma nessuno, giuro nessuno, ha picchiato poliziotti. Nessuno. Dopo sono arrivati altri poliziotti, con quattro macchine in tutto. Se noi avevamo picchiato, perché dovevano arrestare solo Omar? Arrestavano anche altri. Tutti gli altri. Nessuno ha picchiato la Polizia, veramente no. Se qualcuno di noi picchiava, poteva succedere una guerra. Noi siamo irregolari, è vero, ma non siamo stupidi». Quello che è certo è che c’è stata molta tensione, tensione generata anche alla preoccupazione dei migranti del centro quando hanno visto Omar buttato a terra su un cumulo di rifiuti dove c’erano anche dei vetri. E di sicuro non è stata una situazione facile, ma dai filmati si vede che non c’è stata alcuna rivolta né alcuna aggressione da parte di cinquanta migranti. Ora ci sarebbe da chiedersi perché la notizia è stata data basandosi solo sulla comunicazione del SAP che chiedeva pene più severe e la possibilità di usare il Taser. Lo scopo di Salvini invece è ovvio: alimentare la paura nei confronti dei migranti. Ma forse ora che è ministro potrebbe risolvere i problemi dei vari ghetti dove sono costretti a vivere i richiedenti asilo (e ammettere che non sono hotel a 5 stelle).

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