Economia

Tutti i bonus di Renzi

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Repubblica pubblica oggi una tabella riepilogativa compilata dal servizio politiche territoriali della UIL in cui si contano tutti i bonus di Renzi, dagli 80 euro in busta paga all’esonero contributivo per le assunzioni, dal premio alla nascita al bonus nido. In totale stiamo parlando di quasi 50 miliardi di euro di costi totali per 15 milioni e mezzo di beneficiari.

Tutti i bonus di Renzi

L’effetto, come è noto, non è stato proprio esplosivo sull’economia: «Il Pil, a lungo oscillante attorno allo zero virgola, ora sfiora l’1% e lì pare rimanere, quasi la metà della media Ue. I consumi, risvegliati dal lungo letargo della deflazione, non brillano. Il tasso di occupazione inchiodato al 57% è lo stesso del 2004, peggio di noi solo Grecia, Turchia e Macedonia. E i prezzi, da poco più vivaci, devono tutto al caro-energia». E la situazione non è sempre stata lineare. Come ad esempio per il bonus merito agli insegnanti: ne aveva diritto solo un insegnante su tre per l’80% dell’importo, visto che era destinato a chi era di ruolo. Ma sulla questione pende un ricorso dei sindacati al TAR, visto che hanno chiesto che fosse esteso anche ai precari.

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Tutti i bonus di Renzi (La Repubblica, 30 aprile 2017)

Poi c’è la storia degli ottanta euro, ricordata nell’articolo di Valentina Conte: «Alla fine ne hanno beneficiato 11,7 milioni di lavoratori dipendenti privati e statali – esclusi gli incapienti che stanno sotto gli 8 mila euro di reddito annuo – per una spesa sin qui di 25 miliardi. La metà di tutti i bonus Renzi. Ma per via dei paletti di reddito – spetta per intero fino ai 24 mila euro lordi annui e in misura ridotta tra i 24 e i 26 mila euro – circa 1,8 milioni di italiani l’hanno restituito tutto o in parte perché non dovuto, magari a causa di altri redditi oltre quello da lavoro».

Mentre però 1,5 milioni di contribuenti l’hanno incassato a sorpresa, per intero o una fetta, in sede di 730 perché le loro entrate sono salite sopra quota 8 mila o scese sotto 26 mila. Paletti reddituali scomparsi del tutto però nel caso dello stesso bonus da 80 euro, elargito alle forze dell’ordine nel 2016: stanziati 510 milioni all’anno per 510 mila militari, senza distinzioni.

Di bonus in bonus, il governo ha utilizzato metodi riconoscibili e chiari nei confronti dell’elettorato e delle categorie a cui effettuare elargizioni. Con il risultato che tutti abbiamo potuto apprezzare nel referendum ieri e nei sondaggi oggi.