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La bomba davanti alla chiesa San Gabriele dell'Addolorata a Campiglione di Fermo

San Gabriele dell'Addolorata a Campiglione di Fermo

Un ordigno rudimentale è stato scoperto sotto il portone della chiesa di San Gabriele dell’Addolorata a Campiglione di Fermo. Quando il parroco è andato ad aprire la chiesa stamane, si è accorto della presenza di un barattolo con un miccia e ha chiamato i carabinieri. la zona è stata isolata e si attende l’arrivo dei carabinieri artificieri da Ancona. Sul luogo anche vigili del fuoco e 118. Nei mesi scorsi altri ordigni sono esplosi davanti a chiese del Fermano. La bomba rudimentale della chiesa di San Gabriele dell’Addolorata non è esplosa, la miccia era spenta. Ma non si sa se sia stata accesa e poi si sia spenta, anche spontaneamente, prima della deflagrazione: si sa solo che era collegata a una sigaretta.

La bomba davanti alla chiesa San Gabriele dell’Addolorata a Campiglione di Fermo

L’ordigno, realizzato con un barattolo pieno di polvere e una miccia, è stato rimosso e messo in sicurezza dagli artificieri. In queste ore viene trasportato al laboratorio dei carabinieri artificieri di Ancona. Troppo presto – secondo il capitano Roland Peluso dei carabinieri di Fermo – per avere la “certezza matematica che si tratti della stessa mano” dei precedenti attentati ai danni di chiese di vari quartieri cittadini. Elementi in più verranno dalle analisi del materiale usato per realizzare la bomba rudimentale. Ma l’episodio di oggi sembra porsi sulla stessa scia di quelli avvenuti al Duomo, alla chiesa di San Tommaso di tre Archi e di San Marco alle Paludi. Intanto il quartiere di Campiglione, piuttosto popoloso e animato da un centro commerciale e un multiplex, sta tornando alla normalità. La miccia era collegata a una sigaretta che probabilmente si è spenta. Ci sono tre precedenti di ordigni fatti esplodere davanti alle chiese di Fermo: tra febbraio e marzo due bombe rudimentali sono scoppiate davanti al Duomo e davanti all’ingresso della chiesa di San Tommaso, nel quartiere di Lido Tre Archi. Nella notte tra il 12 e il 13 aprile, un altro ordigno ha danneggiato l’ingresso della chiesa di San Marco alle Paludi, parrocchia retta da mons. Vinicio Albanesi della Comunità di Capodarco. L’inchiesta sui tre episodi è condotta dalla Procura di Fermo. Tra le ipotesi, quella di gesti intimidatori nei confronti della chiesa fermana, particolarmente attiva a fianco di poveri, immigrati, disagiati. “Siamo una chiesa che dà fastidio” aveva detto lo stesso don Vinicio in occasione dell’attentato a San Marco.

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La Chiesa San Marco alle Paludi di Fermo