Economia

La nuova guerra tra PD e Bankitalia su Etruria

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Oggi la commissione d’inchiesta sulle banche ha audito il procuratore della Repubblica di Arezzo Roberto Rossi e dopo la sua testimonianza il Partito Democratico ha scatenato un altro fronte contro Bankitalia. Secondo Matteo Orfini “Su Etruria è emersa la vera responsabilità di Via Nazionale”, mentre per Stefano Esposito “La commissione d’inchiesta sul sistema bancario sta evidenziando un deficit di vigilanza di Bankitalia e non solo. Oggi su Banca Etruria abbiamo visto le pseudo teorie dei 5 stelle cadere un pezzo dopo l’altro. Basta lasciare tempo al tempo e la verità viene fuori e smonta le fake teorie a 5 stelle” mentre secondo Emanuele Fiano “Sta emergendo la verità sulle banche, oggi anche su Etruria: una mancanza evidente di vigilanza, una responsabilità chiara di Bankitalia”.

Bankitalia e Banca Etruria: davvero sono emerse responsabilità?

Mentre suonano le fanfare andiamo a vedere cosa ha detto di preciso Roberto Rossi. “Ci è sembrato un poco strano” che venisse incentivata da Bankitalia l’aggregazione di Banca Etruria con Popolare di Vicenza, la quale, “leggendo le ispezioni” di Via Nazionale “era in condizioni simili” alla babca toscana, hadetto il procuratore di Arezzo. La mancata operazione, ha proseguito, portò poi Bankitalia a censurare e sanzionare i vertici e al commissariamento dell’istituto a febbraio 2015. Il procuratore di Arezzo ha ricordato come la Banca d’Italia chiese nel dicembre 2013, a seguito di ispezioni e azioni di vigilanza, “ad Etruria di integrarsi in gruppo di elevato standing con ‘le necessarie risorse patrimoniali e professionali’. E qui – spiega il pm – abbiamo tracce documentali di tentativi di ricerca di un gruppo che possa risollevare le sorti di Etruria, vengono investiti diversi organi e advisor come Mediobanca per un’operazione che Bankitalia definisce operazione ‘prioritaria’.
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Rossi ha anche spiegato perché ha archiviato la posizione di Pierluigi Boschi, padre di Maria Elena Boschi: “Non ha mai partecipato a delibere per finanziamenti che fondano il reato di bancarotta”. Boschi, ha quindi ricordato il pm, non era peraltro né nel comitato esecutivo né in quello del credito. In precedenza Rossi aveva sottolineato come i finanziamenti che hanno portato al crac la banca fossero concentrati nel periodo 2008-2010 e diretti a grandi gruppi nazionali in maniera spropositata rispetto alle dimensioni dell’istituto di credito.

Cosa dice Bankitalia su Etruria e BPVI?

A parte la situazione del padre di Maria Elena Boschi, però, quello che interessa è ciò che afferma Rossi a proposito di Bankitalia e Banca Etruria. Oggi molti onorevoli e senatori del Partito Democratico sono cascati giù dal pero per questa notizia-bomba, che però non lo è. Nell’ormai famosa sezione “E’ vero che…?”, in cui via Nazionale raccoglie tutte le sue risposte alle accuse che le arrivano dalla politica, c’è un paragrafo dedicato proprio alla Banca Popolare di Vicenza e a Banca Etruria:
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A seguito delle ispezioni condotte nel 2013 la Banca d’Italia ingiunse al vertice di Banca Etruria di adottare una serie di misure correttive e di ricercare attivamente l’aggregazione con un partner bancario in grado di apportare le necessarie risorse patrimoniali e professionali. La scelta del partner fu rimessa all’autonoma valutazione dei competenti organi aziendali della banca, i quali tuttavia non intrapresero alcuna azione utile nella direzione indicata e rifiutarono in modo ingiustificato l’unica offerta pervenuta, quella della Popolare di Vicenza. Gli amministratori di Banca Etruria furono sanzionati sia per non aver saputo giustificare questo rifiuto sia per aver tenuto in materia un comportamento negligente e omissivo. Il Consiglio di amministrazione di Banca Etruria non sottopose ai soci la proposta di aggregazione formulata dalla Popolare di Vicenza.

Ecco quindi che quanto raccontato da Roberto Rossi in primo luogo non appare una grande novità, visto che era stato messo nelle FAQ di Bankitalia il 5 giugno 2017. In secondo luogo, Bankitalia spiega che è stato un atto formale mancato (ovvero sottoporre al CdA l’offerta di BPVI, magari per rifiutarla) a portare alla sanzione.  Quello di Banca Etruria nei confronti dell’offerta di Vicenza, secondo alcune fonti della Banca d’Italia che hanno risposto oggi alle polemiche, era un comportamento sintomatico di un impegno del tutto inadeguato ad affrontare le difficoltà segnalate dalla Vigilanza, riconducibile all’esigenza di preservare, a qualsiasi costo, il radicamento territoriale e l’autonomia della banca. Banca Etruria fu commissariata – si aggiunge da via Nazionale – non perché non si fece acquisire dalla Popolare di Vicenza ma perché furono rilevate gravi perdite patrimoniali, tali da portare il patrimonio significativamente al di sotto dei minimi regolamentari.