Economia

Le banconote false che vengono dal Dark Web

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La newsletter di marzo del Ministero dell’Economia e delle Finanze pubblica un approfondimento monotematico dal titolo “Alla scoperta del mercato della falsificazione delle banconote nel Dark Web“. Anche se le euro banconote sono state disegnate e stampate per essere difficilmente falsificabili è un dato di fatto che di falsi in circolazione ce ne siano. Un comunicato stampa della BCE del 27 gennaio 2017 rendeva noto che nel corso della seconda metà del 2016 erano state ritirate dalla circolazione 353.000 banconote false (le banconote vere in circolazione nello stesso periodo erano 19 miliardi), un numero di sequestri leggermente maggiore a quello effettuato nella prima metà dello scorso anno ma complessivamente nel 2016 si è registrato un calo del 20% dei sequestri.
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Dark web: come trovare e stampare euro falsi

La maggior parte delle banconote false identificate sono quelle da 20 e 50 euro che da sole costituiscono più dell’80% del totale delle banconote contraffatte. Sono questi due i tagli preferiti dai falsari, le ragioni sono abbastanza ovvie: sono i due tagli che vengono maggiormente utilizzati e che destano minori sospetti. È anche per questo motivo che la BCE ha provveduto ad un restyling delle banconote da 50 euro per rendere più difficile la loro falsificazione. Ma come si entra in possesso di queste banconote? Il ministero ha identificato una possibile fonte in alcune piattaforme di scambio del Dark Web, la parte di Internet alla quale si accede tramite la rete Tor. Black market come AlphaBay, Valhalla, Dream Market o Hansa Market dove è relativamente facile trovare venditori che mettono in commercio pacchetti di banconote da 20 o 50 euro (ma ci sono anche falsari che propongono dollari e sterline) ad una frazione del loro valore nominale. Il costo aumenta in base alla qualità della stampa e alla possibilità che i falsi riescano a superare i test di autenticità condotti con macchine ad ultravioletti e con penna tracciante (“Passes UV machine, Pass pen test”). Non tutti i falsari garantiscono che le banconote siano in grado di farlo.
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La consegna del denaro contraffatto avviene come per qualsiasi altra merce acquistata su Internet, per posta tramite corrieri internazionali. A volte può succedere che i pacchi vengano intercettati e in tal caso alcuni venditori garantiscono il rimborso. Insomma il mercato nero delle banconote false funziona secondo il ministero in modo in tutto e per tutto simile al sistema del commercio online, con le stesse garanzie sulla bontà dei venditori e le stesse problematiche connesse alla truffa.

Le guide per stampare soldi falsi in casa

Ma – per rimanere nell’ambito della contraffazione del denaro – sui vari siti del Dark Web non si trovano in vendita solo le banconote false ma anche le immagini ad alta risoluzione delle stesse. La legge infatti proibisce la diffusione di scansioni ad alta definizione proprio perché potrebbero essere utilizzate per stampare i falsi. Allo stesso modo è possibile trovare risme di carta che il venditore sostiene avere la stessa grammatura e la stessa sensazione al tatto di quella delle banconote vere. Non mancano infine le classiche guide su come stampare i falsi in casa, la cui attendibilità è quanto meno dubbia (ma lo scoprirete solo dopo aver pagato). Certo, il rischio di fare acquisti del genere nel Dark Web è sempre quello di farsi recapitare a casa la merce (nel caso qualcuno sia così sprovveduto da farlo) ed in fondo il fatto che il MEF metta in chiaro gli indirizzi dei Black Market su Tor dovrebbe far insospettire i più paranoici. Del resto sembra di capire che il grosso del denaro contraffatto non venga smerciato in questo modo ma tramite i normali canali della criminalità organizzata, è di una decina di giorni fa la notizia di un maxi sequestro in Kosovo di un carico di banconote false per un valore di 2 milioni di euro.

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