Economia

Autostrade, Conte blinda la concessione: revoca alla fine dei processi

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Giuseppe Conte entra nella partita delle concessioni di Autostrade e rischia di far rimangiare tutto al MoVimento 5 Stelle. L’ex premier, racconta oggi Il Messaggero, avrebbe assicurato ai Benetton che la decisione sulla revoca arriverà alla fine dei processi. Ma in questo caso bisognerà aspettare anni

In ogni caso, visto che la partita resta estremamente complessa, spunta la possibilità di una nuova proroga rispetto alla deadline 15 ottobre. Data entro la quale dovrebbe essere presentata la proposta vincolante da parte di Ferrovie, Tesoro, Delta e la società controllata dalla famiglia Benetton. Il problema di Conte, com’è già accaduto per la Tav e il gasdotto Tap, è chiudere l’accordo senza far perdere la faccia a Di Maio. Il capo 5 Stelle dal giorno del crollo del ponte Morandi, il 14 agosto dello scorso anno, non fa che annunciare urbi et orbi la revoca delle concessioni autostradali.

Ragione per la quale, insieme al problema del ruolo e del peso di Delta nella newco, venerdì Atlantia ha scritto al ministro dello Sviluppo Stefano Patuanelli una lettera in cui ha paventavo il suo ritiro dalla cordata per salvare Alitalia. Ebbene, il premier ha deciso di separare «definitivamente» la questione delle concessioni da quella dell’ingresso di Atlantia nella newco. E nonostante i toni duri usati ufficialmente («è inaccettabile una commistione tra le concessioni e l’ingresso in Alitalia»), Conte nell’incontro con i vertici della società dei Benetton garantirà che per l’eventuale revoca delle concessioni il governo non si affiderà al procedimento amministrativo in atto, ma aspetterà l’esito delle indagini della magistratura e «le decisioni dei tribunali». Insomma, prometterà la fine del processo sommario fin qui invocato da Di Maio e dai Cinquestelle. Una soluzione di mediazione apprezzata dal Pd e da Matteo Renzi.

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Una mossa del genere costituirebbe un cambio di prospettiva clamoroso rispetto a quello che vuole il M5S:

A spingere Conte su una linea di prudenza non è solo il destino di Alitalia, ma anche il rischio che Atlantia possa rinunciare alla realizzazione della “Gronda” di Genova e del passante di Bologna. Opere da ben 5,5 miliardi di euro. Nel frattempo, comunque, partirà la discussione per il revisione delle concessioni autostradali. Obiettivo: incassare un“tesoretto”,utile per portare contante fresco nelle casse dello Stato pressoché vuote.

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