Economia

ATAC, il M5S e l'idea di saltare la gara del 2019

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Un’ideona a 5 Stelle potrebbe salvare ATAC. Il Comune di Roma, fa sapere oggi il Messaggero, potrebbe rinviare la gara del 2019 per la messa al bando del trasporto pubblico locale della Capitale allo scopo di far guadagnare tempo all’azienda municipalizzata.

Proprio i tempi del piano di rientro legato al debito miliardario di Atac sembrano avere convinto il Campidoglio a schivare la gara che nel 2019 dovrebbe mettere sul mercato i trasporti pubblici, come prevede sia la legge nazionale che le normative comunitari e per i servizi essenziali. Procedura borderline, ma consentita. La legge infatti esenta dal ricorso al mercato gli enti che a livello locale controllano società di trasporti in misura predominante, come Atac, partecipata al 100% da Roma Capitale.
Il Comune quindi potrebbe confermare l’affidamento diretto alla sua malconcia municipalizzata, fatto salvo per il 10% del servizio che andrebbe comunque assegnato al miglior offerente. Per questa quota, il Campidoglio potrebbe dire di avere già indetto le procedure per riaffidare le linee bus periferiche oggi gestite dal consorzio Roma Tpl, che rappresentano circa il 20% del servizio di superficie della Capitale.

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I conti di ATAC (Il Messaggero, 13 agosto 2017)

Va detto comunque che, per aggirare il bando, l’amministrazione M5S dovrebbe presentare una relazione in cui si sostiene che mantenere il servizio “in house” ad Atac è la scelta più conveniente, sia a livello economico che per la qualità del servizio.

Affermazioni temerarie, allo stato attuale, considerando i conti in profondo rosso della partecipata ma anche la mole di corse saltate tra bus, metro e ferrovie concesse. Senza contare il referendum (consultivo) promosso dai Radicali.
Ma diversi ambienti del M5S spingono per questa soluzione, convinti che allungando il contratto di servizio fino al 2024 l’azienda possa trarne benefici su diversi fronti, su quello finanziario – per le linee di credito attivate con le banche – e per il rapporto con i fornitori, che avrebbero maggiori garanzie sulla sopravvivenza di Atac nei prossimi sette-otto anni.

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