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Arriva il coprifuoco a mezzanotte?

Le ipotesi in campo sono quelle di spostare il coprifuoco alle 23 o a mezzanotte dal 17 maggio

quando verrà eliminato il Coprifuoco a mezzanotte

“Sposteremo il coprifuoco quando i numeri e le evidenze epidemiologiche ce lo consentiranno”, ha spiegato ieri sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri. Le ipotesi in campo sono quelle di spostarlo alle 23 o a mezzanotte dal 17 maggio

Arriva il coprifuoco a mezzanotte?

La prossima settimana, tra mercoledì e venerdì, Mario Draghi riunirà la cabina di regia politica. I temi saranno quelli delle riaperture, a partire dal coprifuoco. L’ipotesi spiegata dal Corriere è che possa slittare alle 23 dal 17 maggio:

L’ipotesi più probabile è che il «tutti a casa» scatti alle 23. Il giorno tanto atteso potrebbe essere il 17 maggio, a tre settimane dall’entrata in vigore del decreto 26 aprile. «Verificheremo l’andamento dei contagi dopo 21 giorni dalle riaperture e si vedrà l’impatto che hanno avuto», spiega il ministro della Cultura Dario Franceschini. Il responsabile della Salute Roberto Speranza non indica date ma conferma che la tendenza è buona: «Per ora la curva continua a scendere, speriamo che i numeri reggano». Ma Forza Italia incalza e, con Roberto Occhiuto, dice «basta coprifuoco alle 22» per far lavorare le attività economiche.

Secondo La Stampa invece c’è la possibilità che per la stessa data si possa avere uno spostamento del coprifuoco a mezzanotte:

Di certo, dal 17 maggio, si arriverà fino alle 23, ma è possibile che ci si spinga fino a mezzanotte. È solo il primo punto sul tavolo della cabina di regia, che si riunirà tra una settimana, con in mano i primi dati significativi relativi all’impatto epidemiologico delle riaperture scattate il 26 aprile. Durante la riunione di ieri, infatti, le Regioni hanno sottoposto altre questioni all’attenzione della ministra per gli Affari regionali, Maria Stella Gelmini. «Se ci fossilizziamo solo sul coprifuoco ho paura che sbagliamo obiettivo – ha spiegato Massimiliano Fedriga, presidente del Friuli Venezia-Giulia e della Conferenza delle Regioni – ci sono attività ancora chiuse, come le palestre e il settore dei matrimoni e degli eventi, che non ha prospettive»