Economia

L'Italia trema, il cittadino vuole sparare

Raphael Zanotti sulla Stampa di oggi racconta che il numero di licenze per armi è esploso. Nel 2015 ne sono state rilasciate 1.265.484. Un’enormità se si considera che solo tre anni prima erano poco più di un milione (1.094.487 per la precisione). Le licenze per andare a caccia sono cresciute del 12,4%. Quelle per uso sportivo addirittura del 18,5%. Al contrario la difesa personale è in continuo calo da anni.

Il timore è che dietro questo fenomeno si celi in realtà una trasformazione dell’Italia. Una trasformazione che il presidente dell’Unione nazionale del tiro a segno, Obrist Ernfried, sembra aver ben individuato: «Alcuni mutamenti nella società legati a un nuovo sentimento dei cittadini di dotarsi del porto delle armi hanno consentito un significativo aumento delle attività relative all’addestramento al maneggio delle armi», scriveva nella sua relazione dell’attività Uits del 2015.
In soldoni: i cittadini si avvicinano alla disciplina del tiro perché saper maneggiare un’arma infonde sicurezza in un periodo in cui la percezione della propria insicurezza è alle stelle. Le polemiche sorte a seguito dell’uccisione di ladri da parte di proprietari di case e il fioccare di iniziative legislative per allargare i confini della legittima difesa, parlano da sole. Ed è probabile che il presidente della Uits potrà dormire tra due guanciali, in futuro, dopo che l’anno scorso la sua federazione aveva avuto un aumento dei tesserati dell’11%.

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Licenze per armi rilasciate in Italia (La Stampa, 6 novembre 2016)

«Perché l’uso per difesa personale non lo rilasciano mai», spiega a La Stampa un piccolo imprenditore vicentino che ha chiesto l’anonimato per spiegarci il meccanismo. «Per richiedere una licenza a uso venatorio o sportivo bastano pochi documenti facili da reperire, ma per richiedere una licenza per difesa personale è necessario un documento ulteriore: bisogna motivare la necessità. E finché sei qualcuno che gira con pietre preziose o fa lavori particolari che ti mettono in pericolo di vita, passa, ma quando sei un piccolo imprenditore come me, stringono la vite. E allora meglio avere un fucile in casa per uso venatorio. Magari a caccia non ci vai mai, ma se qualcuno tenta di entrare con la forza e mette in pericolo i tuoi familiari almeno sei preparato».
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Omicidi con armi da fuoco ogni 100mila abitanti (La Stampa, 6 novembre 2016)