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Anche in Toscana grande successo dei genitori anti-vax

scuole vaccini antivax

Ieri su Facebook l’assessore alla Sanità della Regione Toscana Stefania Saccardi annunciava che rispetto al 2016, nei primi 10 giorni di settembre le vaccinazioni sono aumentate del 300%. Dati senza dubbio provvisori che poco ci dicono riguardo al successo o meno della legge sulle vaccinazioni obbligatorie ma che sono senza dubbio il segnale di un’inversione di tendenza. Sarà da vedere nei prossimi mesi (e nei prossimi anni) se si consoliderà e se la reintroduzione dell’obbligo avrà prodotto effetti concreti. Per il momento l’unico “dato” che si può toccare con mano riguarda il numero dei bambini rimasti fuori dalle scuole dell’infanzia.

I genitori che rifiutano di consegnare l’autocertificazione per paura dei vaccini

I numeri sono fortunatamente bassi, anche perché per l’anno scolastico in corso anche i bambini non vaccinati nella fascia d’età 0-6 anni possono frequentare gli asili a patto che i genitori abbiano presentato entro l’11 settembre l’autocertificazione che attesta lo stato vaccinale dei figli. Solo per quest’anno infatti il termine per mettersi in regola con le vaccinazioni obbligatorie slitta al 10 marzo 2018. Nonostante queste agevolazioni c’è chi rimane fuori da scuola proprio perché i genitori si oppongono alla consegna dell’autocertificazione. È successo in provincia di Udine la settimana scorsa e ad Acilia ieri dove i genitori hanno deciso di chiamare i Carabinieri. C’è addirittura un sito “free-vax” che tiene conto di tutti i casi di ingiusta esclusione dagli asili per mancanza di autocertificazione.
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Il consigliere regionale del M5S Andrea Quartini ha denunciato ieri di aver ricevuto “numerose segnalazioni di genitori sconcertati” che hanno visto i propri figli esclusi da scuola. Nei giorni scorsi Quartini aveva invitato i genitori toscani a scrivergli una email «con il racconto dettagliato con i nomi, cognomi e luoghi, di dove sono avvenuti soprusi e ricatti. Se avete subito della denigrazione nel consegnare la documentazione o nel ricevere ‘”l’invito a consegnarla». Stando a quanto riporta oggi il Corriere Fiorentino i “numerosi casi” sarebbero avvenuti in almeno sette scuole ma solo una esclusione (dall’istituto comprensivo Primo Levi di Tavarnuzze) è stata confermata dal Dirigente scolastico.

Il motivo è sempre quello: anche in Toscana si può iscrivere il bimbo a scuola tramite una semplice autocertificazione. Chi non lo fa e non lo vuole fare perché ritiene che sia un sopruso da parte dello Stato e delle istituzioni scolastiche rimane fuori. Questo è quello che stabilisce la legge e quindi se un bambino – in questa fase dell’applicazione della nuova normativa – rimane fuori non è per colpa della legge 119/2017 o della Regione Toscana. Ma solo dei genitori che – consigliati senza dubbio da alcune associazioni no vax – si rifiutano di consegnare l’autocertificazione.

Le proteste dei genitori No-Vax a Firenze

Sempre nella giornata di ieri durante una seduta del Consiglio comunale a Palazzo Vecchio una ventina di genitori “per la libertà di scelta” ha inscenato una protesta contro l’obbligo vaccinale. Il blitz delle mamme contrarie ai vaccini obbligatori è durato pochi minuti prima che gli agenti della polizia locale intervenissero per rimuovere i cartelli dove erano scritti gli slogan del movimento free-vax italiano “Libertà di cura, libertà di scelta”, “Scuole aperte a tutti” e il classico “Quando c’è rischio deve esserci scelta”.
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La vicesindaca con delega all’istruzione Cristina Giachi ha risposto spiegando che non è la giunta che stabilisce le norme per l’accesso agli istituti scolastici e che quindi era inutile protestare in consiglio comunale perché il Comune “si limita ad applicare la normativa sui vaccini, che è una legge dello Stato. Anzi, abbiamo cercato di aiutare le famiglie provvedendo noi stessi all’adempimento di parte delle procedure”. Nel frattempo uno degli avvocati del movimento free-vax alimenta la guerra tra genitori mentre si interroga su Facebook sul motivo per cui le scuole lasciano entrare bambini con epatite C e AIDS mentre escludono i non vaccinati.