Economia

Alitalia, il ministero sospende i soldi per le ferie

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Il ministero del Lavoro ha sospeso l’erogazione della cassa integrazione ad Alitalia per l’equivalente di 1075 dipendenti: 75 comandanti piloti, 320 assistenti di volo e 680 lavoratori di terra (uffici, pista, hangar, etc…). Lo racconta oggi Daniele Martini sul Fatto Quotidiano:

Ciò significa che per il pagamento del personale la compagnia non potrà più beneficiare dell’aiuto pubblico tramite l’Inps, ma dovrà tirare fuori i quattrini dalle sue casse ormai esauste. La cassa integrazione negata riguarda il periodo dal 24 settembre alla fine dell’anno e secondo stime attendibili vale tra i 15 e i 20 milioni di euro in totale.

NELLA LETTERA che porta la data del 22 ottobre e che il Fatto Quotidianoha potuto leggere, la Direzione generale degli ammortizzatori sociali del ministero del Lavoro comunica ad Alitalia che la cassa integrazione è stata sospesa “al fine di acquisire chiarimenti”. Le delucidazioni che il ministero ritiene necessarie riguardano la complessa faccenda dell’utilizzo della cassa integrazione e della contemporanea riduzione del numero dei riposi per il personale navigante: comandanti, piloti e assistenti di volo.

Su questa vicenda indagano da mesi gli Ispettori del lavoro che hanno ascoltato le testimonianze di oltre 500 dipendenti della compagnia di bandiera e hanno poi trasmesso gli atti per il completamento dell’i n c h i es t a corredati da una informativa di reato alla Procura della Repubblica di Civitavecchia territorialmente titolare delle indagini.

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La vicenda fu sollevata a suo tempo da Cub Trasporti guidato da Antonio Amoroso e da AirCrew Committe a cui ora si sono aggiunti i sindacati Anpac, Anpav e Usb. Dati alla mano, gli Ispettori si sono via via convinti che Alitalia abbia utilizzato a pieno regime piloti e assistenti di volo riducendo il numero dei riposi annui previsti dai contratti e dai regolamenti internazionali e facendo nello stesso tempo ricorso alla cassa integrazione. Ma Alitalia ha pure altri problemi da affrontare se vuole sopravvivere all’inverno. Scrive Lucio Cillis su Repubblica che ad esempio c’è quello della cassa:

Anche se è vero che ci sono 315 milioni di euro, è ugualmente vero che nella pancia di Alitalia ci siano biglietti prepagati per 430 milioni, la metà dei quali (215) effettivamente incassati. A breve, quindi, in assenza di interventi, la baracca potrebbe vacillare sotto la pressione dei costi necessari per far volare i passeggeri prenotati. Ed ecco perché i 400 milioni di euro stanziati dal governo potrebbero mettere in salvo i conti da qui a fine marzo e cioè nei mesi del passaggio delle consegne tra gestione commissariale e nuovi proprietari. Oggi, infine, sapremo da Lufthansa, se (e come) la compagnia tedesca interverrà in Alitalia.

Per questo altri 400 milioni di soldi pubblici prenderà il volo a breve.

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