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Alessandro Grosso: l’autista morto per il morbillo

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Un quarantunenne di Sanremo è morto nella tarda serata di ieri per la cosiddetta evoluzione critica del morbillo. Alessandro Grosso era stato ricoverato il 5 gennaio scorso, nel reparto di malattie infettive per un peggioramento delle condizioni di salute che sono degenerate, nel giro di poche ore, comportandone il ricovero in rianimazione. La conferma giunge dall’Asl 1 Imperiese. “All’inizio della prossima settimana effettueremo un riscontro diagnostico – spiega la dottoressa Laura Garibotti, della direzione medica dell’ospedale di Sanremo – per accertare con sicurezza le cause, ma la mortalità per infezione da virus del morbillo è, comunque, un evento non infrequente”.

Alessandro Grosso: l’autista morto per il morbillo

L’anno scorso sono state quattro le persone decedute in Italia per le complicazioni da morbillo. L’uomo, che lavorava come autista per Riviera Trasporti, potrebbe essere stato colpito da una sovrainfezione virale, di tipo polmonare o cardiaco. Si pensa che possa essere stata una polmonite da morbillo. Il paziente è giunto in ospedale con gravi problemi respiratori e una saturazione di ossigeno molto bassa. Ogni anno, circa il dieci per cento delle persone affette da morbillo, soprattutto gli adulti, sviluppa delle complicazioni.

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“Desideriamo tranquillare la popolazione, per evitare allarmismi e timori infondati. Non siamo in presenza di una epidemia da morbillo: sono stati registrati alcuni casi di questo virus la cui insorgenza non ha alcuna corrispondenza con il contestuale picco di influenza stagionale”, dice l’ASL in una nota. Il morbillo – prosegue la nota – come confermano i dati epidemiologici a livello nazionale (4 casi di decesso nel 2017 su tutto il territorio italiano) è una malattia che, se non presenta complicazioni, può essere trattata al domicilio con riposo e terapia sintomatica. In caso di sintomi respiratori importanti è raccomandabile rivolgersi al proprio medico di famiglia o al Pronto Soccorso. Ricordiamo che il morbillo è una patologia per la quale in caso di infezione è possibile mettere in atto solo la terapia sintomatica. La vera prevenzione viene assicurata dalla copertura vaccinale della collettività”.