Economia

C'è l'accordo sulla Brexit

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Un comignolo da cui sbuca una fumata bianca, come per l’elezione di un Papa. È la foto che Martin Selmayr, capo di gabinetto del presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, ha messo sul proprio profilo Twitter. Selmayr, come altri esponenti dell’Unione europea, è stato impegnato tutta la notte nei colloqui con Londra per la Brexit, che sono sfociati in un incontro tra lo stesso Juncker e il premier britannico Theresa May e nell’annuncio di prima mattina: «C’è l’accordo per la Brexit».
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C’è l’accordo sulla Brexit

“È stato un negoziato difficile, ma ora abbiamo una prima svolta, sono soddisfatto dell’accordo equo che abbiamo raggiunto con la Gran Bretagna”, ha dichiarato Juncker. Il sito del Financial Times scrive che l’Unione europea e la Gran Bretagna hanno raggiunto “un accordo storico” sulla cornice della Brexit. Londra è chiamata a sborsare dai 40 ai 60 miliardi di euro e a garantire diritti speciali per 4 milioni di europei. L’intesa, scrive FT, apre la strada ai negoziati commerciali. Il premier britannico, Theresa May, e il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, hanno siglato un documento di 15 pagine che fa il punto della situazione e indica ai negoziatori il percorso per una seconda fase di colloqui. La decisione della Commissione è stata presa in stretto contatto con le capitali. Ora la via è aperta per il passaggio alla discussione sulle condizioni delle relazioni future tra Ue e Regno Unito. Sarà una trattativa non meno difficile della prima, con esito al momento incerto.


La svolta finale sul confine dell’Irlanda del Nord è arrivata dopo una settimana rovente tra Bruxelles e Westminster, con gli accordi fatti saltare dal Partito Unionista, alleato dei conservatori. Il Financial Times scrive che persino i funzionari britannici ammettono che le condizioni generali sono più vicine alle richieste di apertura avanzate dall’UE: tra queste l’entità della composizione finanziaria, l’ampiezza dei diritti dei cittadini europei e gli impegni presi riguardo al confine con l’Irlanda del Nord.

La Brexit che non t’aspetti

I progressi riguardano le tre aree prioritarie: diritti dei cittadini Ue, il dialogo Irlanda/Irlanda del Nord e la gestione della frontiere, con la regolazione dei conti finanziari. “I diritti dei cittadini Ue che vivono nel Regno Unito e dei cittadini britannici che vivono nella Ue a 27 resteranno gli stessi dopo che il Regno Unito avrà lasciato la Ue”, indica l’esecutivo comunitario. Le procedure amministrative saranno a buon mercato e semplici. Per la ‘fattura’ della Brexit il Regno Unito “ha concordato che gli impegni presi dai 28 membri della Ue saranno onorati a 28, “incluso il Regno Unito”. Per la frontiera anglo-irlandese, il Regno Unito “riconosce la situazione unica dell’isola dell’Irlanda e ha assunto impegni significativi per evitare frontiere ‘dure'”.


Il “rapporto congiunto” messo a punto da Regno Unito e Unione europea sui tre principali punti del “divorzio” non indica nessuna cifra per l’impegno finanziario di Londra, ma solo la metodologia per calcolarlo e la conferma che saranno rispettati gli impegni finanziari presi dalla Gran Bretagna nell’ambito del bilancio pluriennale in corso, fino al 2020.