Economia

730 precompilato, l'allarme dei CAF

730 precompilato

Il 730 precompilato debutta il 15 aprile, e i CAF sono già sul piede di guerra. Il coordinatore della consulta dei centri di assistenza fiscale, Valeriano Canepari, spiega sul Messaggero cosa sta succedendo: «La riforma – avverte – sposta sui centri di assistenza, che devono dare il visto di conformità, l’intera responsabilità legale in riferimento al contenuto delle dichiarazioni. E questo vuol dire che, eventualmente, il Caf dovrà accollarsi per intero il peso di imposte in più da versare, sanzioni ed interessi collegati ad un 730 sbagliato o fraudolento». Spiega sempre Canepari che le verifiche sulla documentazione presentata avverranno dopo tre anni dalla compilazione della dichiarazione e a quel punto «sarà molto difficile dimostrare che si sia trattato di un errore o di un comportamento fraudolento».

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730 precompilato: come funziona (Il Messaggero, 5 marzo 2015)

730 PRECOMPILATO, L’ALLARME DEI CAF
C’è in più un aggravio di costi e una questione di timbri sulle dichiarazioni:

Gli effetti negativi sull’operazione sono elevati in quanto «sarà inevitabile che in molti casi controversi i Caf rifiuteranno di apporre il proprio timbro sulle dichiarazioni». Canepari esclude che, per fronteggiare i potenziali maggiori rischi finanziari, i 92 Caf attivi in Italia possano rivalersi sui propri 18milioni di clienti chiedendo tariffe più salate. «Abbiamo suggerito ai nostri associati di lasciare inalterati i prezzi rispetto allo scorso anno e le tariffe dovrebbero aggirarsi intorno ai 25-30 euro per ciascuna dichiarazione».
Ma la moral suasion dei vertici rischia di scontrarsi contro la tentazione, sul territorio di regolarsi in maniera diversa. E infatti a Milano, ad esempio, i Caf Acli, tradizionalmente moderati nelle richieste, preparano un tariffario che, per 730 e Unico, viaggia tra 55 e 60 euro. Anche se dimezzato in caso di dichiarazioni con redditi inferiori a 12 mila euro. Insomma, il rischio di un salasso esiste eccome.
A questi problemi se ne aggiungono anche altri. Sul calcolo del nuovo Isee (che serve per accedere a  una serie di sconti fiscali che vanno dalle tasse universitarie alle detrazioni per i figli a carico), ha segnalato ancora la consulta dei Caf, ci sono problemi attuativi «visto che siamo partiti in corsa e non c’è stata una sperimentazione» ha segnalato ancora il coordinatore Valerio Canepari. Il quale ha messo in evidenza che «le banche non sono ancora pronte a fornirci i dati finanziari, quelli sui conti correnti e sulla giacenza media: ci sono processi complicatissimi per averli e non essendo ancora disponibile un accesso informatico, queste informazioni vengono ancora in buona parte autocertificate».
I Caf riscontrano notevoli difficoltà anche per quanto riguarda i dati del catasto. «Non è ancora aggiornato – ha detto Canepari – noi abbiamo dati più aggiornati che inseriamo manualmente e che poi sono difformi da quelli che ci fornisce il catasto stesso». Oggi le banche dati «sono un elemento fondamentale ma è difficile governarle nel tempo. Perciò bisogna costruire politiche di accesso e gestione più efficienti ».

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730 precompilato, il tariffario dei CAF (Il Messaggero, 4 marzo 2015)

730 PRECOMPILATO, QUANDO SI COMINCIA
La dichiarazione dei redditi precompilata debutterà ufficialmente il 15 aprile: entro quella data i contribuenti potranno scaricare da Internet il 730 precompilato con i dati già inseriti dall’Agenzia delle Entrate. Il termine per presentare il 730 viene unificato al 7 luglio, a prescindere dal fatto che la trasmissione avvenga direttamente, tramite sostituto d’imposta oppure mediante Caf o commercialista. Per l’elaborazione del modello precompilato,l’amministrazione utilizzerà le informazioni disponibili in anagrafe tributaria (ad esempio la dichiarazione dell’anno precedente e i versamenti effettuati),i dati trasmessi da parte di soggetti terzi (banche,assicurazioni ed enti previdenziali)e i dati contenuti nella nuova certificazione unica rilasciata dai sostituti d’imposta con riferimento ai redditi o compensi erogati nell’anno di riferimento. Da 2016 saranno incluse anche le spese mediche e sanitarie che danno diritto a detrazione Irpef. Al contribuente, sia chiaro, resta comunque l’obbligo di verificare la correttezza dei dati della dichiarazione dei redditi precompilata in possesso dell’amministrazione finanziaria.