Economia

«I 5 Stelle danno una scossa positiva»

cesare romiti

Cesare Romiti, storico amministratore delegato di Fiat, rilascia oggi un’intervista al Corriere della Sera nella quale, un po’ a sorpresa, critica il premier e dà fiducia ai 5 Stelle:

E Renzi, l’ha delusa?
«Un po’ sì. Poteva fare meglio. Si è scelto una squadra non all’altezza».
Il governo non le piace?
«A parte qualche eccezione, il livello è insufficiente. E poi nello staff ci sono troppi fiorentini. Avere un giovane di 39 anni a Palazzo Chigi mi pareva una buona notizia, mi piaceva il suo impegno a visitare ogni settimana una scuola; poi però non l’ha mantenuto. Si dà da fare, se ora accendessimo la tv probabilmente vedremmo Renzi; ma da solo può concludere poco. E poi non doveva dividere il Paese, drammatizzare il referendum. Certo, la responsabilità è anche dei suoi avversari. Restiamo la terra dei guelfi e dei ghibellini. Ma neppure nel 1948 ci siamo lacerati così».
Sta dicendo che questa campagna è più dura di quella che contrappose democristiani e comunisti?
«De Gasperi e Togliatti, al di là di qualche eccesso verbale, si rispettavano. Avevano scritto insieme la Costituzione. Oggi un referendum sulla riforma della Costituzione viene presentato come il giudizio universale, o se preferisce un derby calcistico. Sento insulti e toni che nel ’48 non si sentivano. Sono tutti ossessionati, prescindono dai contenuti. Invece dobbiamo restare uniti».
Lei come voterà al referendum?
«Glielo dirò quando avrò deciso».
E non ha ancora deciso?
«Quasi».

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Chi ha vinto tra Renzi e Zagrebelsky?
Zagrebelsky diceva le cose giuste. E’ uno di contenuto, anche se un po’ noioso. Al pubblico sarà piaciuto di più Renzi, che è bravo a comunicare, a piazzare la battuta».
I Cinque Stelle come le sembrano?
«Una forza di cambiamento, di movimento. Eravamo fermi, ci hanno dato una scossa. Vedo aspetti positivi. Infatti, anche se stanno facendo un sacco di errori, non perdono voti; perché dietro hanno la rabbia della gente».
Quando parla di errori pensa alla Raggi?
«La Raggi non concretizza. Mi pare una donna un po’ fragile. Sapeva che avrebbe vinto; si sarebbe dovuta preparare una squadra. Ora dice di aver pulito il centro di Roma in due giorni; ma le periferie? Il problema non è la sua inesperienza; può ancora imparare. Mi auguro che abbia successo: Roma è la mia città, ha bisogno di rinnovamento».