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Cosa non si può ancora fare dal 3 giugno

Da mercoledì gli italiani saranno nuovamente autorizzati a spostarsi da una regione all’altra e potranno recarsi a trovare amici e parenti lontani ma soprattutto andare in vacanza, almeno nel nostro Paese. E quindi cosa si potrà fare e non fare?

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Quali sono i divieti che restano dal 3 giugno, data nella quale il governo ha deciso di aprire agli spostamenti tra regioni in tutta Italia? Da mercoledì gli italiani saranno nuovamente autorizzati a spostarsi da una regione all’altra e potranno recarsi a trovare amici e parenti lontani ma soprattutto andare in vacanza, almeno nel nostro Paese. Perché quello stesso giorno le frontiere verranno aperte a chi proviene dall’area Schengen, mentre noi non potremo ancora varcare i confini di molti Stati europei.

Cosa non si può ancora fare dal 3 giugno

E quindi cosa si potrà fare? Alessandra Ziniti su Repubblica ricorda oggi che il governo nazionale non ha posto alcuna condizione agli spostamenti, meno che mai l’adozione di quel passaporto sanitario chiesto con insistenza dal governatore della Sardegna Solinas. E tuttavia alcune regioni del Sud, Sardegna, Campania e Sicilia (dove la quarantena per chi arriva da fuori è ancora prevista fino al 7 giugno) ma anche il Lazio potrebbe adottare qualche limitazione. De Luca parla di test rapidi mentre Musumeci di un non ancora definito protocollo di sicurezza. Ancora: la distanza interpersonale di un metro, che diventano due quando si fa attività motoria, resta la principale regola che saremo obbligati ad osservare fino alla cessazione dell’emergenza. Poi ci sono i viaggi:

In macchina si potrà andare tutti insieme se si appartiene ad uno stesso nucleo familiare convivente, diversamente in un’auto di dimensioni normali potranno viaggiare insieme solo due persone e con mascherina: il guidatore e un solo passeggero sul sedile posteriore. Tre persone, una per fila, per le macchine più grandi con tre file di sedili. Anche in moto si dovrà andare da soli. Ammesso portare un’altra persona dietro solo se abita nella stessa casa. Tranne in Liguria dove il governatore Toti ha firmato un’ordinanza che consente di andare in due, anche non conviventi, indossando casco integrale e mascherina

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Gli spostamenti vietati e consentiti per gli italiani rispetto ai paesi esteri (Corriere della Sera, 31 maggio 2020)

E il federalismo della mascherina, visto che sul dispositivo di protezione le Regioni vanno in ordine sparso:

Nel Veneto che riapre subito tutto anticipando qualsiasi scadenza, il governatore Zaia ha revocato l’obbligo di indossare sempre la mascherina anche all’aperto. Obbligo che invece resta, fino a contrordine, in Lombardia, in Trentino, in Friuli Venezia Giulia, in Campania e a Genova. In Piemonte il governatore Cirio ha emesso un’ordinanza apposita per l’obbligo di mascherina per questo weekend festivo fino al 2 giugno per scongiurare rischi da prevedibili affollamenti nei luoghi di ritrovo. In tutte le altre regioni, la mascherina va indossata sempre in luoghi chiusi aperti al pubblico, sui mezzi pubblici e all’aperto quando non ci sono le condizioni per mantenere le distanze. Niente mascherina invece quando si fa attività motoria.

I divieti e i permessi nelle regioni

Per quanto riguarda i viaggi degli italia (vedi infografica in alto),  al momento solo Francia (con un’autocertificazione), Croazia (solo con la prenotazione di un albergo), Svezia, Serbia e Albania. Germania, Olanda, Portogallo, Islanda, Turchia potrebbero riaprire le frontiere il 15 giugno, in Inghilterra via libera dall’8 ma con 14 giorni di quarantena mentre la Spagna riaprirà agli stranieri senza alcuna restrizione dall’1 luglio. La Grecia rivaluterà tra un mese se e quando aprire agli italiani. In compenso si può andare in vacanza in Italia:

Le seconde case da mercoledì saranno raggiungibili ovunque, così come le isole minori. Alberghi, bed and breakfast, case vacanza sono prenotabili anche se sono ancora molto pochi quelli che hanno già riaperto in attesa del nullaosta alla mobilità tra le regioni e con l’estero. Hanno ripreso a lavorare anche le agenzie di viaggio. Stagione balneare avviata in quasi tutte le regioni italiane, fanalino di coda la Sicilia dove gli stabilimenti potranno riaprire solo sabato prossimo. Le linee guide per la fruibilità delle spiagge in sicurezza prevedono un’area di dieci metri quadri per ogni ombrellone ma Veneto ed Emilia hanno aumentato lo spazio fino a 12 metri.

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I numeri dell’emergenza Coronavirus (Corriere della Sera, 31 maggio 2020)

Le terme e i centri benessere potranno riaprire e nelle piscine la distanza di sicurezza sarà di 7 metri. In Sicilia le discoteche all’aperto riaprono l’8 giugno, il 15 si pensa di riaprire in Puglia e in Veneto. Per i funerali vale ancora la limitazione dei 15 partecipanti. E i bambini?

I bambini, fanalino di coda della ripresa, dovranno aspettare il 15 giugno per tornare a frequentare colonie e centri estivi con le linee guida messe a punto negli ultimi giorni per bambini dai 3 anni in su, che dovranno indossare la mascherina a secondo dei contesti in cui si ritroveranno. Ma alcune regioni hanno deciso di anticipare e mettere subito a disposizione delle famiglie un momento di sostegno importante. In Liguria centri e nidi estivi riaprono da domani, il Veneto è pronto da mercoledi come anche il Friuli Venezia-Giulia che accoglie anche i piccolissimi da 0 a 3 anni. Emilia Romagna e Marche anticipano all’8 giugno e anche il Piemonte prova a ripartire prima del 15.

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