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Alberto Zangrillo e il Coronavirus che non fa più male

L’intervento del primario del San Raffaele a Tg2 Post: “Questo va detto, perché altrimenti gli italiani rimangono impauriti e disorientati. Noi dobbiamo dire loro la verità. Non abbiamo mai detto che il virus non esiste. Però produce una malattia che è completamente diversa ed è del tutto inesistente allo stato attuale”

In questo video tratto da Tg2 Post vediamo il dibattito tra Walter Ricciardi, consulente del ministro della Salute, e Alberto Zangrillo, primario del San Raffaele, che esordisce così: “Noi lo diciamo con assoluta certezza: i casi non li vediamo proprio. Il mio è un istituto di ricerca che da un decennio è in testa al ranking della ricerca scientifica. Quello che noi vediamo è quello che abbiamo detto: non c’è più un malato che entra nei nostri ospedali. Nessuno ha mai detto che il virus non c’è, il virus c’è ed è contagioso però la clinica, cioè la capacità di far male da parte del virus non c’è più. Per cui quando un membro del CTS come il dottor Ranieri Guerra o il professor Crisanti presentano scenari apocalittici… beh, non è corretto perché la gente viene spaventata. Io ai miei figli non dico di non attraversare la strada, dico ‘state attenti quando attraversate la strada’. Questo va detto, perché altrimenti gli italiani rimangono impauriti e disorientati. Noi dobbiamo dire loro la verità. Non abbiamo mai detto che il virus non esiste. Però produce una malattia che è completamente diversa ed è del tutto inesistente allo stato attuale”.

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Zangrillo è stato invitato a Tg2 Post in quanto fa parte dei dieci medici e ricercatori ascrivibili alla fazione degli “ottimisti” (i nomi li avrete sentiti nominare più volte, i vari Bassetti, Clementi, Remuzzi, ecc.), i quali si definiscono scientificamente indipendenti. Come ha spiegato ieri Elio Truzzolillo, in questo documento non vi sono solleciti o inviti di sorta a nessuno, né vengono ribadite verità scientifiche misconosciute, né si suggeriscono interpretazioni di fenomeni. Non si dice nulla di nulla. Si tratta di puro posizionamento mediatico con cui si istillano suggestioni non espresse in modo esplicito, o, alternativamente, io lo interpreterei anche come un messaggio del tipo “siamo tanti, siamo cazzuti, abbiamo l’H-index dalla nostra, quindi attenti a non contrastarci perché abbiamo più fan di tutti”. Persino l’ipotesi per cui il virus abbia avuto mutazioni significative tali da renderlo meno “aggressivo” (ventilata da alcuni dei firmatari giorni fa in modo non limpido perché fatta passare per certezza) è lasciata prudentemente da parte. Ci dicono solo che la comunità scientifica sta indagando. Se, come dice giustamente Zangrillo, il suo istituto di ricerca è all’avanguardia, perché non produce uno studio che dimostri quello che afferma?

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