L’auto di Viviana Parisi e il parabrezza danneggiato: la prova che Gioele ha sbattuto?

di neXtQuotidiano

Pubblicato il 2020-08-28

Una lieve lesione potrebbe costituire la prova che Gioele Mondello ha sbattuto nel momento dell’incidente nella galleria Pizzo-Turda che era stato descritto all’inizio come di lieve entità. Rimane il mistero sul perché il particolare emerga soltanto oggi. E soprattutto, viene smentito dall’avvocato della famiglia che sostiene che il parabrezza fosse danneggiato da prima dell’incidente

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La Opel Corsa di Viviana Parisi avrebbe il parabrezza danneggiato. Una lieve lesione che però potrebbe costituire la prova che Gioele Mondello ha sbattuto nel momento dell’incidente nella galleria Pizzo-Turda che era stato descritto all’inizio come di lieve entità. Rimane il mistero sul perché il particolare emerga soltanto oggi. E soprattutto, viene smentito dall’avvocato della famiglia che sostiene che il parabrezza fosse danneggiato da prima dell’incidente.

L’auto di Viviana Parisi e il parabrezza danneggiato: la prova che Gioele ha sbattuto?

Il danneggiamento è emerso nell’esito di un nuovo esame della polizia scientifica sull’automobile della madre che viaggiava sulla Messina-Palermo all’altezza di Caronia Marina. La macchina è stata sequestrata e si trova in un deposito. Il seggiolino del bambino non era assicurato al sedile posteriore, come emerso dalle immagini della telecamera di un distributore di benzina a Sant’Agata. Scrive La Stampa:

«Gioele di solito viaggiava in piedi, proteso verso i sedili avanti, le mani sui poggiatesta anteriori e cantava insieme con i genitori», raccontava l’altro ieri l’amico di famiglia Emanuele Bonfiglio davanti alla camera mortuaria del Policlinico di Messina dove si è svolta la prima autopsia sui resti del bambino. La macchina di Viviana quella mattina, nella galleria Pizzo Turda, fece un sorpasso su un furgoncino di una ditta di lavori sull’autostrada e impattò con la fiancata destra sulla fiancata sinistra del furgone, subendo lo scoppio di una gomma e la rottura del finestrino posteriore destro. Adesso, a un esame più attento, emerge anche la lesione sul parabrezza lato passeggero. Non è decisivo, ma questa è un’indagine che si muove tutta su un filo sottile. Se dalle sei tracce biologiche rilevate sulla macchina e in fase di indagine da parte pure della polizia scientifica (sudore, impronte, muco) ci fosse un riscontro a questa tesi, sarebbe qualcosa in più di un indizio.

La mattina del 3 agosto l’auto di Viviana fece un sorpasso azzardato in galleria, sbattendo contro un furgone e impattando con la fiancata destra sulla fiancata sinistra del furgone. Nell’urto si è rotto anche il finestrino. Ecco perché gli investigatori non escludono che il bambino abbia potuto battere la testa. Ma, stando a quanto dice il padre del bambino, il parabrezza era già rotto. “Il parabrezza della Opel Corsa di Viviana Parisi era già rotto prima dell’incidente avvenuto il 3 agosto nella galleria Turdi sull’autostrada A20 Messina-Palermo”, ha detto oggi in un comunicato ripreso dall’AdnKronos attraverso il suo legale Pietro Venuti, Daniele Mondello, il marito della deejay di 43 anni poi trovata morta l’8 agosto nei boschi di Caronia (Messina), mentre il corpicino del figlio Gioele di 4 anni è stato rinvenuto da un volontario solo il 19 agosto a circa 300 metri di distanza.

Leggi anche: Viviana Parisi e l’ipotesi di Gioele Mondello morto nell’incidente

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