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Il buco di venti minuti nella scomparsa di Viviana Parisi e del figlio

Il procuratore che indaga sulla scomparsa dice che Viviana Parisi è uscita dall’autostrada a Sant’Agata ed è tornata dopo venti minuti. Il caso dei testimoni che non hanno visto il figlio dopo l’incidente

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Il procuratore capo di Patti Angelo Cavallo, da lunedì è impegnato nel giallo di Viviana Parisi, la dj e vocalist originaria di Torino scomparsa con il suo piccolo Gioiele sull’autostrada vicino alla cittadina di Caronia, proprio a metà della costa tirrenica siciliana, dice che c’è un buco di venti minuti nelle ricostruzioni e che probabilmente si è allontanata con l’aiuto di qualcuno.

Il buco di venti minuti nella scomparsa di Viviana Parisi e del figlio

Il punto di partenza del giallo è il paesino di Venetico dove viveva con il marito Daniele Mondello (dj anche lui) dal 2004, quando i due si erano sposati. Cavallo offre alla Stampa una ricostruzione puntuale dell’incidente e degli attimi immediatamente successivi:

«La sua macchina sta sorpassando in galleria un furgoncino di una ditta di operai, ma sbaglia manovra e va addosso a quel mezzo: con la sua fiancata destra urta il fianco sinistro del furgoncino, il cui conducente perde il controllo per lo scoppio di una gomma. Gli operai si fermano subito, la signora accosta poco più avanti, sempre dentro la galleria, ma a non più di venti-trenta metri dall’uscita».

Gli operai le parlano?
«No, gli operai riferiscono di essersi premurati di segnalare subito a chi arrivava la presenza del loro furgone fermo in corsia. Mentre loro provvedono a deviare il traffico, intravedono una sagoma femminile che guadagna l’uscita della galleria».

Da sola? Senza il bambino?
«Sì, dicono da sola. Nel frattempo sopraggiunge un’altra automobile con a bordo due ragazzi che hanno visto l’incidente, superano le due macchine accostate, si fermano alla prima piazzola a cinquanta metri dalla fine della galleria e chiamano il soccorso autostradale. Anche loro dicono di avere notato una figura femminile che usciva dal tunnel, e anche loro non hanno visto il bambino»

Quindi tutte le testimonianze che si riferiscono all’incidente dicono che non hanno notato il bambino, mentre quasi tutte le segnalazioni successive, uscite quando la storia era diventata di dominio pubblico, parlano di una donna con un bambino.

La scomparsa e le segnalazioni

Ma il procuratore dice anche qualcos’altro di molto interessante, ovvero che all’inizio del viaggio a Milazzo lei era in automobile con il figlio.

È vero che la signora era uscita dall’autostrada per poi rientrare?
«Sì, e gli scontrini del pedaggio ci dicono che ci sono venti minuti di buco tra il momento in cui è uscita e il momento in cui è rientrata. Dal suo paese, Venetico, ha raggiunto Milazzo. Qui, anziché fermarsi come aveva detto al marito, ha imboccato l’autostrada in direzione Palermo ed è uscita allo svincolo di Sant’Agata, senza pagare il pedaggio. A Sant’Agata non sappiamo cos’abbia fatto per venti minuti, poi si è rimessa in marcia fino al punto in cui è accaduto l’incidente in autostrada».

Intanto spunta anche un verbale raccolto dai carabinieri di Giardini-Naxos e inoltrato agli agenti della Squadra Mobile che indagano sul mistero. Alle 16,29 di ieri, infatti, si siede davanti ai militari della Stazione locale la dottoressa del presidio di Giardini-Naxos, il comune in provincia di Messina dal quale sono arrivate diverse segnalazioni di avvistamento anche nei giorni scorsi. “Questa mattina, intorno alle 11,50, è venuta al presidio una donna di età apparente 40 anni con un bambino di 2/3 circa in braccio – ha iniziato il medico – dicendo che il piccolo aveva la febbre a 39 da due, tre giorni e che, residente nel catanese, si trovava in zona in villeggiatura. Aveva la necessità che visitassi il bambino poiché la pediatra non poteva farlo, data la distanza da casa. Le spiegavo che non poteva entrare nel presidio, perché il bimbo aveva la febbre, e le chiedevo quindi le generalità sue e del figlio. E’ stato allora che la donna, rifiutandosi, ha iniziato ad avere una crisi di pianto dicendomi testualmente ‘Lasci stare’ e allontanandosi subito dopo senza altro aggiungere”.

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