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Virginia Raggi indagata per lo Stadio della Roma a Tor di Valle

L’esposto dell’ex grillino Francesco Sanvitto: l’iter amministrativo avrebbe favorito Luca Parnasi

raggi assolta sentenza

Il gip Costantino De Robbio ha respinto la richiesta di archiviazione nei confronti di Virginia Raggi, indagata per abuso d’ufficio, e prescritto alla Procura indagini maggiormente approfondite per l’esposto di Francesco Sanvitto, esponente del Tavolo dell’Urbanistica uscito dal MoVimento 5 Stelle, sullo Stadio della Roma a Tor di Valle.

Virginia Raggi indagata per lo Stadio della Roma a Tor di Valle

La storia riguarda l’iter amministrativo dello Stadio: l’esposto punta il dito sulla mancata approvazione del verbale conclusivo della Conferenza dei Servizi e l’avvocato Edoardo Mobrici si è opposto all’archiviazione chiesta dalla procura. Secondo l’esposto il Comune aveva utilizzato una scorciatoia autorizzativa che ha favorito Luca Parnasi.

Il verbale della conferenza dei servizi sarebbe dovuto passare, secondo Sanvitto, per l’assemblea capitolina che avrebbe dovuto discutere apertamente l ’opportunità di una variante urbanistica. Invece, il 12 aprile 2018 viene pubblicato il progetto e successivamente depositato presso l’Albo Pretorio che completa l’ufficializzazione, senza però un dibattito approfondito sulla variante urbanistica suggerito dall’associazione dei denuncianti. Un comportamento che poteva configurare l’ipotesi, da valutare, di abuso d’ufficio.

L’esposto punta il dito anche sulla mancata valutazione del progetto da parte delle commissioni urbanistiche dei municipi IX e XI, , che si erano espresse in maniera negativa ma delegata, dall’assessore, alla sola commissione Sport dell’Eur. Un modo, secondo l’accusa, per accorciare i tempi favorendo, ancora una volta, Parnasi.

Le indagini sullo Stadio della Roma a Tor di Valle

Scrive oggi Repubblica che il pm Elena Neri si era convinta a chiedere l’archiviazione per la mancanza dell’elemento soggettivo: non c’era rapporto personale tra la sindaca e Parnasi. Sanvitto, assistito dall’avvocato Edoardo Mobrici, si è opposto. E il giudice Costantino De Robbio ha disposto nuove indagini: ci sono ancora punti dell’iter oscuri sui quali è necessario un chiarimento. E per questo indica anche la strada da seguire:

Prima di tutto, ordina il giudice, vanno sentiti Paolo Mancuso e Paolo Barros. Rispettivamente presidente della commissione Urbanistica (ex grillino passato al gruppo misto) e consigliere grillino “critico” del IX Municipio, area in cui dovrebbe essere realizzato il nuovo Colosseo romanista, aiutaranno a capire se la procedura seguita dal Campidoglio non sia stata viziata.

Dovranno essere ascoltati, si legge nell’ordinanza, «in ordine alla mancata convocazione ed acquisizione del parere della commissione urbanistica nell’iter di approvazione della delibera de qua». Non solo: il magistrato auspica anche un «approfondimento della sussistenza e delle eventuali ragioni evidente violenze di legge nel mancato coinvolgimento nel procedimento amministrativo del Consiglio Comunale».

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