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Venti licenziamenti nello staff dei grillini in Europa

davide casaleggio

Emanuele Buzzi sul Corriere della Sera racconta oggi che tra gli effetti collaterali del mancato accordo tra MoVimento 5 Stelle e ALDE c’è anche la possibilità di una ventina di licenziamenti nello staff dei grillini in Europa. Il racconto parte dal momento in cui i vertici dei 5 Stelle apprendono che l’ALDE si sta tirando indietro perché il gruppo non accetta la decisione di Verhofstadt:

Il veto da parte dell’Alde sull’ingresso nel gruppo dei Cinque Stelle è suonato come un colpo da ko sul ring e ha di fatto rimescolato le carte durante una riunione blindatissima, con Beppe Grillo presente in videoconferenza (a spiegare le scelte dell’operazione che sembrava conclusa) e Davide Casaleggio flemmatico. «Era necessario agire in fretta e in silenzio», ha detto l’imprenditore.
Poi, intorno alle 16.30 il clima è cambiato, le voci sullo strappo si sono rafforzate, sui cellulari degli eurodeputati ha cominciato ad arrivare il tam tam della rottura clamorosa. E a finire sul banco degli imputati è stato il regista dell’operazione David Borrelli, già accusato di aver agito in solitaria. C’è chi tra i pentastellati chiede la sua testa. E non sono esclusi colpi di scena.

carlo sibilia claudio borghi david borrelli
L’unico modo per salvare la situazione è il perdono di Nigel Farage:

La tensione per i corridoi all’Europarlamento è palpabile. I più, in verità, si interrogano sul destino del Movimento, che paradossalmente ora dipende da Nigel Farage. L’Ukip è a un passo da sancire il divorzio dai Cinque Stelle, confinandoli di fatto nel gruppo dei non iscritti. Una mossa che condannerebbe il Movimento all’irrilevanza a Bruxelles e porterebbe come effetti collaterali un forte danno economico: i «fondi 400» — pari a 680 mila euro annui — sarebbero ridotti, gli spazi per gli uffici ridimensionati e una ventina di persone dello staff pentastellato dovrebbe essere licenziata.
L’unico salvagente a una prospettiva del genere è rappresentato proprio da Farage, l’incognita che potrebbe cambiare il destino (segnato) del Movimento. I parlamentari inglesi, infatti, sono in rotta con i Cinque Stelle da mesi e solo l’intervento del loro leader storico potrebbe indurli a un ripensamento. Un passo che in ogni caso metterebbe i Cinque Stelle all’angolo nel gruppo Efdd. L’orizzonte su cui lavorare è comunque ristretto: l’idea di un gruppo autonomo accarezzata anche nei mesi di trattative carsiche, non ha portato frutti e non ne potrà portare in tempi rapidi.

Leggi sull’argomento: Il testo dell’accordo tra ALDE e M5S