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Valentino Iuliano: il capo del clan Cordaro arrestato a Monterotondo

Valentino Iuliano è stato subito bloccato senza avere neppure il tempo di reagire. Ora è in carcere, a Regina Coeli.

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Valentino Iuliano, 29 anni, “figlio d’arte” già pupillo del potente clan Cordaro di Tor Bella Monaca, è stato arrestato ieri a Monterotondo. Il clan era stato sgominato nel luglio del 2016, con l’Operazione R9, che aveva portato all’esecuzione di 37 misure cautelari. Secondo quanto riporta una nota della Squadra mobile e della polizia penitenziaria – che hanno eseguito l’arresto – , da fine maggio Iuliano si era reso “latitante dopo una errata dimissione dal carcere friulano di Tolmezzo, avvenuta dopo la sua assoluzione in un altro procedimento penale per il quale era stata disposta dal giudice l’immediata liberazione”.

Valentino Iuliano: il capo del clan Cordaro arrestato a Monterotondo

Iuliano era stato prelevato dai dintorni dell’Istituto friulano e portato a bordo di un’autovettura in territorio romano, dal quale poi non è mai uscito fuori. Le sue tracce lo hanno sempre dato nel territorio di Monterotondo, Mentana e dintorni, ed i movimenti di familiari e complici confermavano questa pista investigativa. Gradualmente si è circoscritto il cerchio delle zone in cui si nascondeva il pregiudicato, dedicando molta attenzione ai contatti ed ai dialoghi dei soggetti intercettati, i quali hanno fornito una rilevante rete di protezione, privilegiando una particolare concentrazione soprattutto nei giorni festivi. Domenica sera, hanno creato un alert gli spostamenti della madre e della sorella del latitante, preceduti da una conversazione telefonica tra loro che faceva riferimento in maniera criptica ad un incontro inusuale con altre persone “per prendersi un gelato insieme”. Immediatamente, quindi, tali movimenti venivano subito monitorati con un servizio di pedinamento ed appostamento che dava esito positivo: infatti, verso le 21.30 circa, i familiari si recavano in auto a Monterotondo dove, dopo un’attesa di circa 30 minuti, si incontravano col ricercato, proveniente a bordo di un altro mezzo, poi risultato noleggiato. Qui Iuliano è stato catturato.

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L’uomo è un personaggio criminale di primaria importanza nel contesto di Tor Bella Monaca: attualmente è imputato nell’ambito di un procedimento penale presso la IV Sezione Penale del Tribunale di Roma, quale promotore di un agguerrito sodalizio criminale composto da decine di sodali, gran parte dei quali è stata condannata, con rito abbreviato a pesantissime condanne: oggetto delle contestazioni, oltre al traffico di droga, vi era la continua disponibilità di armi, anche da guerra, peraltro oggetto di sequestro. Alcuni dei membri dell’associazione sono stati altresì condannati nel corso di un parallelo dibattimento presso la Corte D’Appello, con l’aggravante dell’ex art. 7 (attuale 416bis 1), ossia il metodo mafioso, che ha caratterizzato numerosi atti emersi nel corso delle indagini.

Le pistole di Iuliano

La pericolosità sociale e la continua disponibilità di armi da fuoco da parte di Iuliano è peraltro certificata da diversi dati oggettivi: oltre alle armi sequestrate in due diverse occasioni al sodalizio criminale da lui capeggiato (2 fucili AK 47, numerose pistole, un fucile a pompa e munizioni all’interno di un appartamento ”bunker” del sodalizio sito a Tor Bella Monaca) per ben due volte il medesimo, allorché era stato da poco posto in libertà, era stato tratto in arresto dalla Polizia con armi da fuoco al seguito. Il primo episodio è del 2013, quando venne arrestato in possesso di una pistola cal. 38. Il secondo nel 2016, arrestato, proprio da personale della Squadra Mobile, poiché trovato in possesso di un’arma da sparo, una pistola semiautomatica, con relativo caricatore e munizionamento, pronta all’uso con il colpo ”in canna”.

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Valentino Iuliano è stato subito bloccato senza avere neppure il tempo di reagire. Ora è in carcere, a Regina Coeli.

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