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Tiziano Renzi e le proposte che non si possono rifiutare

giampaolo scafarto tiziano renzi

La Repubblica oggi racconta cosa c’è nell’inchiesta su Luigi Dagostino, imprenditore degli outlet di lusso, che ha portato ieri al rinvio a giudizio di Tiziano Renzi e Laura Bovoli, padre e madre di Matteo Renzi, per il reato di false fatturazioni. Dagostino dovrà rispondere anche del reato di truffa nei confronti della Tramor, da lui costituita, ceduta nel giugno 2015 al Gruppo Kering (Gucci).

Secondo l’inchiesta dei pm Luca Turco e Christine Von Borries le fatture false sono due, una da 20 mila euro più Iva emessa dalla società Party, di cui Laura Bovoli era amministratrice e Tiziano Renzi amministratore di fatto, e un’altra da 140 mila euro più Iva presentata dalla Eventi 6, altra società dei Renzi.

I fatti risalgono al 2015 e secondo la procura le fatture furono emesse per studi di fattibilità mai eseguiti, e commissionati dalla Tramor, allora guidata da Dagostino, che lavorava all’ampliamento dell’outlet The Mall di Gucci a Reggello, in provincia di Firenze. Una consulenza riguardava l’aumento dell’offerta «food» nell’outlet, e l’altra l’elaborazione di strategie per attrarre più turisti asiatici.

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Nell’articolo di Franca Selvatici vengono riportate anche le intercettazioni di Dagostino che parla dell’accordo con i Renzi:

«Io lo so benissimo che quello era un lavoro che valeva al massimo 50, 60 mila euro, 70, ma se tu me ne chiedi 130 e sei il padre del Presidente del Consiglio, mi posso — con tutto il bene che c’era al The Mall all’epoca — mi posso mettere a discutere con te, fammi lo sconto, non farmi lo sconto e tutto il resto?». Luigi Dagostino lo ha ripetuto per settimane a consulenti, amici, collaboratori, non sapendo che lo stavano intercettando. Ha ripetuto per settimane che le proposte di Tiziano Renzi non si potevano rifiutare. Era stato chiamato in procura a spiegare ed era molto preoccupato.

«Allora là all’epoca feci fare un progettino, perché mi rompeva i c… il padre di Renzi, un progettino relativo a tutta la zona dietro (l’outlet The Mall di Reggello — ndr), diciamo in tutto quello che volevano fare là dietro: ristorante, cose, giostre». Di volta in volta Dagostino cerca di spiegare con una certa difficoltà in che cosa consisteva il «progettino»: «food», «ludoteca», «animatori in occasione delle feste di Natale», «cioè tutte ‘ste puttanate qua». Ma — spiega — «per me è normale che io per una sudditanza diciamo soltanto psicologica, se viene uno che è padre del Presidente del Consiglio, che gli dico quanto ti devo dare per fare questo lavoro mi dici un prezzo e non mi metto a trattare i 10, 20, 30 mila euro».

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