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Miracolo all’ATAC: i macchinisti malati sono già guariti

La ferrovia Termini-Centocelle ieri mattina ha riaperto puntuale, con 2 assenti su 3 tornati in servizio come nulla fosse. Solo 24 ore prima erano stati assenti in 37 su 43 previsti dai turni. Ieri in 30 sono risultati presenti, altri 12 erano assenti

atac macchinisti ferrovia centocelle

Lorenzo De Cicco sul Messaggero fa sapere oggi che all’ATAC è avvenuto un improvviso miracolo: è bastato che il Campidoglio rassicurasse i macchinisti della ferrovia Termini-Centocelle, promettendo che non avrebbero perso un euro in busta paga, perché i conducenti che fino a 24 ore prima lamentavano improvvisi malanni, tanto da bloccare l’intera linea, si dichiarassero prontamente ristabiliti. E così la ferrovia ieri mattina ha riaperto puntuale, con 2 assenti su 3 tornati in servizio come nulla fosse. Solo 24 ore prima erano stati assenti in 37 su 43 previsti dai turni (5 erano di riposo). Ieri in 30 sono risultati presenti, altri 12 erano assenti (6 erano di riposo già programmato).

Dovrebbero cavarsela senza nemmeno una multa della partecipata, dato che naturalmente erano muniti di certificato medico o altri attestati, come quello della «donazione di sangue». Ma potrebbe non finire qui, perché su questa vicenda ora ha deciso di accendere un faro l’Authority degli scioperi. Il Garante vuole vederci chiaro e convocherà a stretto giro di posta sia l’Atac sia i sindacati. L’obiettivo è fare luce su quello che, perfino in Campidoglio, ammettono essere stato una sorta di sciopero bianco.

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L’assessore alla Mobilità di Raggi, Pietro Calabrese, lo ha proprio detto, dopo avere ricevuto martedì pomeriggio l’Atac e i tecnici comunali dei Trasporti per far rientrare la serrata:«Non c’è alcun presupposto di un nuovo blocco».

Insomma, anche a Palazzo Senatorio sono consapevoli che non si è trattato di una pestifera, fulminea diffusione di malanni, ma appunto di un «blocco», uno sciopero selvaggio. Subito rientrato, non a caso, appena dall’assessore Calabrese sono arrivate parole rassicuranti. Quelle che i conducenti si volevano sentir dire: e cioè che con la riconversione della ferrovia a tram, non avrebbero avuto tagli nello stipendio (il salario del tranviere è più basso di quello di un macchinista del treno) e che sarebbero stati ricollocati sulle metro. Così da non perdere l’indennità extra. Questione su cui, a dirla tutta, l’Atac da tempo chiedeva lumi al Comune, con 4 lettere spedite negli ultimi mesi.

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