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La talpa di Casapound nel Comune di Roma

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C’è una talpa di Casapound al Comune di Roma che avverte i Fascisti del Terzo Millennio sulle liste di assegnazione di case popolari a rom e migranti, consentendo di organizzare blitz e occupazioni di protesta. Avrebbe avvisato in anticipo anche della perquisizione disposta dalla Corte dei conti all’interno del palazzo occupato in via Napoleone III, nel quartiere Esquilino, a Roma, sede storica del movimento di estrema destra, occupata senza titolo dal 2003. E, spiega oggi il Messaggero, la sua identità potrebbe già essere nota:

Proprio da quelle indagini è emersa l’identità di quella che, per gli inquirenti, potrebbe essere la talpa: si tratta di una maestra di un asilo comunale, che abita in uno degli appartamenti del palazzone occupato. Gli agenti della Digos e i finanzieri del Nucleo di polizia tributaria sono arrivati a lei incrociando la lista degli occupanti con i dati di Equitalia: dagli accertamenti è emerso che la donna percepiva redditi dal Comune di Roma, circostanza che è subito sembrata sospetta. […]

Il sospetto di chi indaga è che la donna possa avere avuto dritte direttamente dall’interno degli uffici comunali, da qualcuno che ha accesso alle banche dati capitoline e che ora dovrà essere individuato. L’ultimo episodio sospetto è dell’8 aprile, quando nel quartiere di Casal Bruciato i residenti di un complesso Erp, fomentati da CasaPound e Fratelli d’Italia, hanno protestato – impedendo l’accesso per l’assegnazione di un alloggio popolare a una famiglia montenegrina proveniente dal campo rom di La Barbuta.

Pochi giorni prima i leader del movimento erano intervenuti a Torre Maura, protestando per l’arrivo di alcuni nomadi in un centro della zona. Ma ci sarebbero altri precedenti, legati a diversi movimenti di estrema destra, come Forza Nuova. Il sospetto è che notizie“tempestive” sulle direttive comunali siano arrivate anche a loro, sempre dall’interno del Campidoglio.

Nel gennaio 2017, per esempio, una trentina di militanti agevolarono l’occupazione di un appartamento per bloccare l’assegnazione a una famiglia nordafricana, mentre nel settembre dello stesso anno, a Montecucco, venne invece impedito l’ingresso in una casa di una famigliaitalo-etiope.

EDIT: La maestra risponde alle accuse smentendo ogni coinvolgimento alle agenzie Ansa e Adn Kronos:

“Io esco per andare a scuola e basta. Faccio da anni il mio lavoro con amore e passione dedicandomi anima e cuore. Queste dichiarazioni mi sembrano veramente assurde”. Quando stamattina ho visto i giornali sono rimasta di sasso. Ho pensato ai miei bambini, al lavoro che faccio da anni, con amore, passione, impegno. Ma si sono chiesti cosa può sapere una maestra d’asilo di case popolari e assegnazioni? Chi mi dovrebbe dare informazioni simili? Sono tutte cose assurde, fondate sul nulla”, aggiunge l’educatrice, che si dice in ogni caso serena: “Non ho nulla da nascondere, sono tranquilla. Ai miei bambini cerco di insegnare l’amore per l’Italia, nonostante a volte, non posso negarlo, si faccia davvero fatica ad avere fiducia nel nostro paese. Ingiustizie, francamente, ne ho viste tante in questi anni, e ora la sto vivendo sulla mia pelle… finire nel tritacarne così è una cosa che non ci si aspetta. Comunque, ripeto, sono tranquilla, tutto si risolverà, perché non può essere altrimenti: io di tutte queste assurdità non so nulla”

 

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