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Il suicidio di Viviana Parisi e il mistero dell’ora della morte di Gioele

Per la polizia scientifica la fine di Viviana Parisi è chiara: si è trattato di suicidio. La dj si è buttata dal traliccio vicino al quale è stato trovato il suo cadavere. E il primo indizio lo aveva fornito il medico legale Elvira Ventura: «Il corpo si è decomposto dove lo abbiamo rinvenuto». Ma cosa è successo a Gioele?

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Per la polizia scientifica la fine di Viviana Parisi è chiara: si è trattato di suicidio. La dj si è buttata dal traliccio vicino al quale è stato trovato il suo cadavere. E il primo indizio lo aveva fornito il medico legale Elvira Ventura: «Il corpo si è decomposto dove lo abbiamo rinvenuto». Ma cosa è successo a Gioele?

Il suicidio di Viviana Parisi e il mistero dell’ora della morte di Gioele

Come spiega Repubblica, le prime valutazioni dei poliziotti della Scientifica offrono anche una risposta al perché una scarpa di Viviana fosse a poca distanza: sarebbe saltata via nel momento dell’impatto col terreno. La Stampa descrive cosa è successo e perché non è possibile che Viviana sia scivolata:

Viviana Parisi è stata trovata morta quattro giorni dopo sotto un traliccio dell’alta tensione. Da lì non è caduta, sembra essersi lanciata. Così dicono i primi riscontri dell’autopsia: il corpo era a 3 metri di distanza, riverso di lato. E non è mai stato spostato da quel punto. Questo significa che non può essere la caduta accidentale di chi era salito, magari, per difendersi dalle bestie. E neppure, come hanno ipotizzato gli avvocati che assistono la famiglia Mondello, per cercare dall’alto il figlio scomparso nel bosco. Viviana Parisi avrebbe trovato il suicidio da quel traliccio.

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Cosa è successo invece a Gioele? Martedì verrà effettuata l’autopsia sui resti del bambino. E si cercherà di fare chiarezza sull’ora della sua morte.

Per gli investigatori la madre e il bambino sono morti lo stesso giorno, il primo. Quindi il cadavere di Gioele Mondello potrebbe essere stato spostato dagli animali del bosco. Ora la dottoressa Spagnolo e il professore Vanin devono lavorare per fornire alla procura le risposte che sempre si riassumono in questa sintesi: «Epoca, causa e mezzi della morte». Vanno insieme a misurare la temperatura dell’aria nei luoghi dei ritrovamenti, il termometro dell’auto segna 36 gradi, ma loro usano termometri di precisione. Quel dato verrà comparato con quello delle stazioni meteorologiche della zona. Sbagliare questa premessa, comprometterebbe il risultato finale. «Perché tutta l’attività metabolica degli insetti e quindi il loro sviluppo dipende dalla temperatura, più fa caldo più crescono rapidamente».

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La ricostruzione delle ultime ore di Viviana Parisi (La Repubblica, 10 agosto 2020)

L’indagine sul corpo di Gioele verrà condotta da Stefano Vanin, professore all’Università di Genova, dove dirige il Distav, il dipartimento di scienze della terra dell’ambiente della vita. Vanin ha già lavorato sui casi di Yara Gambirasio e di Melania Rea. Tramite l’analisi degli insetti presenti sul corpo di Gioele e la comparazione con i dati meteo si cercherà di stimare quando è morto il bambino. Per capire se si è trattato di omicidio suicidio o se il piccolo è stato aggredito dagli animali:

«Non mi piace la parola determinare», dice. «È sbagliata. Noi non possiamo determinarla, ma la stimiamo. Sapendo che c’è sempre quello che noi chiamiamo un intervallo di confidenza, insomma un margine di errore». Porterà nei suoi laboratori di Genova dei campioni «congelati all’atto del ritrovamento», e la vita degli insetti lo aiuterà a stimare la data di morte della madre e del figlio. Perché è importante? Perché la procura ipotizza che si tratti di un caso di omicidio-suicidio, cioè pensa che Viviana Parisi, in preda all’angoscia e alla sofferenza psichica, abbia ucciso il figlio e poi si sia tolta la vita buttandosi dal traliccio. Ma se si scoprisse che Gioele è morto dopo sua madre quello scenario cadrebbe.

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