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Droga, le zone dello spaccio a Roma

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Il Messaggero pubblica oggi un’infografica che riepiloga le zone dello spaccio di droga a Roma, spiegando che la Capitale è l’unica grande città italiana in cui il ciclo del narcotraffico si apre e si chiude: è nella Città Eterna che si prenotano i carichi di stupefacente col beneplacito delle grandi holding criminali, è dalla rete dei broker capitolini che parte l’ordine ai mediatori (spesso romani all’estero) insediati in Spagna, Olanda o sulle rotte balcaniche e dal Centramerica.

E sono le “batterie” romane con l’aiuto degli stranieri, a occuparsi della distribuzione sul territorio, suddividendo il “mercato” nelle varie piazze di spaccio, un centinaio quelle “censite” dalle ultime inchieste, molte delle quali condotte sotto l’egida della Dda. Tanto che tra il luglio 2017 e il giugno 2018 tra gli arrestati figurano 965 indagati per associazione a delinquere finalizzate al traffico di stupefacenti. Così conta l’Osservatorio per la Legalità del Lazio.

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Droga, le zone dello spaccio a Roma (Il Messaggero, 18 marzo 2019)

Il quotidiano distingue tra piazze “aperte” e piazze“chiuse”.

Le prime sono quelle dove la vendita avviene senza l’impiego di una vera e propria struttura di protezione costituita da sentinelle e vedette: succede soprattutto nei luoghi della movida o dove,in generale, si riuniscono i più giovani. Qui si spacciano soprattutto l’hashish, la marijuana ma anche l’eroina che si fuma e gli psicofarmaci che aumentano il senso di stordimento. Sono San Lorenzo, l’Esquilino, il Pigneto,Ponte Sisto, Trastevere, Campo de’ Fiori in Centro. Ma anche Centocelle, l’Alessandrino, la Borghesiana, Torre Maura e TorreAngela, in periferia. In queste zone ai romani spesso si affiancano nigeriani, marocchini e tunisini. Solo i carabinieri di Roma Centro nelle operazioni “Latium” e “Nadir” hanno sequestrato 16 chili di hashish e 3 di cocaina.

Poi ci sono le piazze chiuse: San Basilio, Tor Bella Monaca, Montespaccato, Romanina, Nuova Ostia, Tufello, Laurentino, Guidonia. Qui il sistema adottato è sul modello Scampia. Lo spaccio è organizzato con turni di pusher e vedette, gli androni o i garage dei palazzi in alcuni casi sono addirittura videosorvegliati. Capita che in uno stesso quartiere quattro vie siano gestite da quattro clan diversi e se qualcuno “sgarra” allora l’equilibrio si ripristina a suon di piombo.

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