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I servizi segreti: nessuna interferenza russa nella campagna per il referendum

C’è un “attento monitoraggio” da parte dell’intelligence sul rischio di ingerenze straniere sulle consultazioni elettorali italiane. E, finora, non ci sono evidenze che quanto denunciato dall’ex vicepresidente Usa Joe Biden a proposito di interferenze russe nella campagna per il referendum sulla riforma costituzionale, si sia verificato. Lo hanno riferito – si apprende – i direttori di Aisi ed Aise, Mario Parente ed Alberto Manenti, ascoltati rispettivamente ieri ed oggi dal Copasir.

I servizi segreti: nessuna interferenza russa nella campagna per il referendum

La questione era scoppiata dopo che Paolo Mastrolilli sulla Stampa di sabato scorso aveva raccontato che l’ex vice presidente degli Stati Uniti Joe Biden, in un articolo pubblicato sulla rivista «Foreign Affairs» insieme all’ex vice assistente segretario alla Difesa Michael Carpenter, aveva accusato la Russia di aver interferito nel referendum costituzionale del 4 dicembre scorso e di voler aiutare Lega e MoVimento 5 Stelle alle prossime elezioni.
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Il giorno dopo Michael Carpenter, coautore dell’articolo con Biden, e già vice assistente segretario alla Difesa per Russia, Ucraina, Eurasia e Balcani, direttore per la Russia al Consiglio per la Sicurezza Nazionale della Casa Bianca, in un’intervista rilasciata alla Stampa confermava riga per riga le affermazioni del pezzo e aggiungeva altri particolari: «La Russia ha lanciato lo stesso genere di pratiche sui social media con cui ha interferito nelle elezioni americane, francesi e tedesche. Ha usato troll e bots per propagare messaggi che facevano il suo interesse, cioè delegittimare il governo e influenzare il referendum nella direzione del No». Ma senza fornire alcuna prova.