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Lazio, Campania, Veneto, Basilicata, Sicilia e Lombardia: le 5 regioni a rischio lockdown

Il piano da 123 pagine messo a punto da Cts, ministero della Salute, Iss e Regioni descrive una situazione in cui ci possono essere dei lockdown a livello locale. In questo momento sono 5 le regioni che si trovano in questo range: Lazio, Campania, Veneto, Basilicata, Sicilia e Lombardia

regioni a rischio lockdown quali sono

Se il lockdown nazionale sembra al momento un’ipotesi irrealizzabile gli scenari il Piano da 123 pagine messo a
punto da Cts, ministero della Salute, Iss e Regioni descrive una situazione in cui ci possono essere dei lockdown a livello locale. Si tratta del terzo scenario, quello in cui l’indice RT si trova tra 1,25 e 1,5. In questo momento sono 5 le regioni che si trovano in questo range, spiega la Stampa: Lazio, Campania, Veneto, Basilicata, Sicilia e Lombardia

E che per non arrivare a un nuovo assalto agli ospedali di pazienti Covid gravi, magari perché più in la con gli anni, per qualche comune e provincia di Lazio, Campania, Veneto, Basilicata, Sicilia e Lombardia accende già la spia arancione. Quella del terzo dei quattro scenari descritti dal piano «di risposta al Covid per il periodo autunno inverno», nel quale si entra quando la crescita dei casi «potrebbe comportare un sovraccarico dei servizi assistenziali entro 2-3 mesi» e l’indice di contagiosità, il famoso R con t sia tra 1,25 e 1,5. In quel range ci sono appunto le cinque regioni a rischio di chiusure locali, meno la Lombardia, che ha un Rt sotto la soglia di allarme pari a uno, ma che vede da giorni una crescita esponenziale dei contagi. Entrati nell’area arancione il menù di interventi prevede «su scala sub provinciale zone rosse per almeno tre settimane».

scenari protezione civile lockdown

Ma anche chiusura o limitazione dell’orario di apertura di bar e discoteche, lezioni a distanza per gli studenti della scuola secondaria di secondo grado e dell’Università e comunque obbligo di mascherina anche al banco per gli alunni sopra i sei anni. Previste anche «lezioni scaglionate mattina e pomeriggio» se questo si rendesse necessario per acquistare maggiore spazio e garantire quindi il distanziamento in classe. In zona arancio il piano prevede anche «l’interruzione di alcune attività produttive con particolari situazioni di rischio» e «possibili restrizioni della mobilità inter ed intraregionale»

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