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La quarantena a dieci giorni non è per tutti

Si potrebbe ottimizzare il meccanismo che porta in isolamento fiduciario le persone che sono state stretti contatti dei positivi. Per loro, e non per chi è contagiato la quarantena si ridurrebbe a un periodo di dieci giorni rispetto agli attuali quattordici

quarantena a dieci giorni come stanno le cose

Per allegerire le liste di attesa negli ospedali di chi si deve sottoporre ai tamponi molecolari, che ormai superano le dieci ore, e per ridurre lo stress delle strutture sanitarie il CTS potrebbe dare il via libera ai test rapidi che verrebbero effettuati da medici di base e pediatri. Si potrebbe ottimizzare così il meccanismo che porta in isolamento fiduciario le persone che sono state stretti contatti dei positivi. Per loro, e non per chi è contagiato, come spiega Repubblica, la quarantena si ridurrebbe a un periodo di dieci giorni rispetto agli attuali quattordici:

Sarà discusso oggi con il Comitato tecnico scientifico il tema della riduzione a dieci giorni della quarantena per i soggetti entrati in contatto stretto con i positivi. Ne hanno ragionato ieri Speranza e i vertici del Cts, anticipando un tema che sarà centrale nel vertice tra il ministro e gli scienziati. Una misura che va però interpretata: non certo un segnale di liberi tutti, né un allentamento del rigore, ma più semplicemente un tentativo – di fronte all’aumento esponenziale dei casi – di non costringere centinaia di migliaia di persone a un isolamento precauzionale troppo lungo.

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Attenzione: non si tratta della quarantena dei positivi, quella viene sbloccata attualmente solo con un doppio tampone negativo e non prima delle due settimane di stop. Si tratta di chi invece è entrato in contatto con positivi, e per prudenza viene “fermato” in attesa di capire se si ammalerà. Già a fine estate il Cts aveva ragionato della possibilità, ma non aveva scelto questa strada: i soggetti in isolamento erano pochi, la prudenza “costava” sacrifici contenuti. Adesso interi settori – e moltissime famiglie, a causa della scuola – potrebbero rischiare la paralisi. Ridurre la quarantena, tra l’altro, potrebbe anche limitare il numero di tamponi effettuati, perché in diversi casi si potrebbe decidere di non testare i “contatti” a inizio e a fine isolamento, ma una volta sola alla scadenza dei dieci giorni

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