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Quanto dovrà rimanere in ospedale Berlusconi

Berlusconi al San Raffaele dovrà rimanere almeno 10 giorni

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Tommaso Labate oggi sul Corriere ricostruisce la serata in cui il dottor Alberto Zangrillo ha deciso di ricoverare Berlusconi. Tutto è iniziato quando arriva il risultato della Tac. Medico e paziente si ritrovano faccia a faccia nella stessa stanza con il primo che deve spiegare al secondo che è meglio che non torni a Villa San Martino, per via precauzionale certo, ma è meglio di no:

Il dialogo è complicato, anche perché c’è la distanza e ci sono le mascherine di mezzo. E poi Berlusconi è affaticato, avverte leggeri sintomi di stanchezza e spossatezza, anche se non ha febbre. Vuole tornare a casa, a Villa San Martino, da cui era uscito con la promessa che sarebbe stato giusto per il tempo di fare un esame e poi via, l’avrebbero riportato indietro. Non succederà nulla di tutto questo. Con i risultati della Tac ai polmoni sotto gli occhi, portati dal tecnico di laboratorio mentre le dita di Berlusconi tamburellano nervosamente sul lettino, Zangrillo oppone il suo niet alla voglia del Cavaliere di tornare ad Arcore per smaltire i sintomi del coronavirus nello spazio isolato che gli avevano ricavato all’interno della Villa — soggiorno con vista sulla parte nord del parco circostante e uso esclusivo della sala da pranzo adiacente—magari continuando a fare la campagna elettorale per le Regionali al ritmo di due telefonate al giorno.

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Il referto della Tac è chiarissimo. Zangrillo ieri ha parlato di blando coinvolgimento polmonare. La ormai famosa  «fase precoce» di una polmonite bilaterale che in un paziente di 84 anni e con patologie pregresse come Silvio non è da sottovalutare. Meglio il ricovero. E Silvio alla fine accetta. Al San Raffaele dovrà rimanere almeno 10 giorni. Villa San Martino può aspettare:

Berlusconi, alla fine del dialogo, accetta di farsi ricoverare. Gli ripetono a più riprese quello che sarà il mantra dei comunicati ufficiali e delle voci ufficiose, la formula dei «fini precauzionali» per cui è meglio stare in ospedale e mantenersi anche sotto la più bassa soglia di rischio. Gli parlano di quella «situazione confortante», che Zangrillo stesso sottolineerà a più riprese rispondendo ai cronisti nel pomeriggio. E gli illustrano un percorso che sarà lungo almeno dieci giorni, i metro temporale durante il quale i polmoni del Cavaliere giocheranno la loro partita con l’infezione polmonare derivante dal coronavirus, con l’obiettivo primario di non farla avanzare oltre lo stato precoce.

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