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Quando riaprono le palestre (e come)

Tra le regole che dovrebbero essere uguali per tutti: l’uso delle mascherine protettive per staff e soci e il gel disinfettante all’ingresso dei locali e nelle aree comuni. Ma si tratta ancora di ipotesi, ad oggi nessuna indicazione ufficiale è pervenuta a chi gestisce i centri ginnici

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Si sta facendo tutto il possibile per riaprire, senza rischi, le palestre anche se – è opinione comune tra i gestori delle attività sportive – la stagione ormai volge al termine e tra gli utenti c’è molta diffidenza.  Tra le regole che dovrebbero essere uguali per tutti: l’uso delle mascherine protettive per staff e soci e il gel disinfettante all’ingresso dei locali e nelle aree comuni. Ma si tratta ancora di ipotesi, ad oggi nessuna indicazione ufficiale è pervenuta a chi gestisce i centri ginnici.

Quando riaprono le palestre (e come)

Il Mattino oggi spiega che far funzionare una palestra ha un costo non di poco conto, oggi più che mai: al canone di locazione, agli stipendi di chi ci lavora, e alle normali spese di gestione e manutenzione, bisognerà aggiungere quelle della messa in sicurezza, dalle sanificazioni agli adeguamenti sanitari imposti da decreti e ordinanze. Tra le nuove norme ci sarà l’incremento delle misure per il ricambio d’aria, il potenziamento di sanificazione e igienizzazione, l’intensificazione dei controlli chimici e microbiologici in piscina e nell’area relax. Poi l’ampliamento degli orari di apertura dei club, la riorganizzazione del “palinsesto corsi” e soprattutto il distanziamento dei macchinari in “gym floor”.

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“Sono preoccupato sulla tenuta della coesione sociale perché ci sono molti lavoratori che attendono le indennità previste dalla cassa integrazione e da due mesi non hanno ancora ricevuto 1 euro”, ha sottolineato Carlo Gerla, segretario generale Cisl Milano nel corso della commissione consiliare del Comune riunita in video conferenza. La sua è una preoccupazione condivisa anche dai colleghi degli altri sindacati che denunciano anche ritardi. “Come sindacati dobbiamo denunciare ritardi nei pagamenti della cassa integrazione – ha detto Massimo Bonini, segretario della Cgil di Milano e Città metropolitana -. I pagamenti sono partiti con forte ritardo e l’Inps non riesce a gestire tutte le pratiche, questo ha forti ricadute sociali”. I lavoratori che stanno soffrendo di più a causa della crisi dovuta all’emergenza sanitaria sono quelli indipendenti “che avranno forte impatto occupazionale, parlo di parte Iva, monocommittenti, parrucchieri, chi lavora nelle palestre, nei centri benessere, stimiamo entro fine anno una riduzione che può arrivare fino al 30% di questi lavoratori”, ha aggiunto Bonini.

 

EDIT:  “Lo sport di base e i centri sportivi di tutta Italia devono riaprire: per questo proporro’ nel prossimo Dpcm la loro riapertura al massimo il 25 maggio. Abbiamo gia’ inviato le linee guida al Comitato tecnico scientifico, e se avremo risposte positive, le strutture potranno riaprire anche prima”. Cosi’ il ministro per le Politiche giovanili e lo Sport, Vincenzo Spadafora, in una informativa urgente al Senato sulle misure per contrastare l’emergenza Covid-19. “Questo protocollo e’ stato elaborato ascoltando le realta’ del territorio. Tutti devono avere la possibilita’ di riaprire, ed e’ interesse dei responsabili dei centri sportivi poter garantire la sicurezza dei propri clienti. Metteremo anche a disposizione delle risorse per chi dovesse avere problemi economici ad attuare in tempi rapidi questo protocollo

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