Attualità

Quando riaprono i cinema e i teatri e come

I «principi cardine» a cui i tecnici si sono ispirati: distanziamento sociale, rigorosa igiene delle mani, personale e degli ambienti e«capacità di controllo e risposta dei servizi sanitari della sanità pubblica territoriale e ospedaliera»

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Il Corriere della Sera riepiloga oggi in un’infografica quando riaprono i cinema e come: «Gli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerti, sale cinematografiche e in altri spazi anche all’aperto restano sospesi fino al 14 giugno 2020», si legge all’articolo 1 del Dpcm sulle riaperture firmato ieri da Giuseppe Conte. Dal 15 giugno si ricomincia. Ma le norme di sicurezza ridurranno inevitabilmente la capienza dei locali. I posti a sedere saranno «preassegnati e distanziati». La distanza di sicurezza tra le persone dovrà essere di almeno un metro «sia per il personale, sia per gli spettatori». La capienza massima all’aperto sarà di 1000 persone, tra maestranze e pubblico, mentre nei luoghi chiusi e «per ogni singola sala» il numero di presenze contemporaneamente permesse sarà di 200 persone.

La prima regola è il distanziamento, «anche tra gli artisti». Il che avrà naturalmente ripercussioni sulle coreografie. Nel luogo dell’evento verrà rilevata la temperatura a tutti, spettatori, maestranze, artisti, attori e sopra ai 37,5 gradi non si potrà entrare. Per il pubblico c’è l’obbligo di indossare le mascherine. Gli ambienti chiusi e i servizi igienici devono essere periodicamente puliti e sanificati, anche più volte nella stessa giornata e nei bagni bisogna far rispettare il distanziamento di almeno un metro, a cominciare dalla fila. I sistemi di ventilazione e condizionamento dovranno essere sanificati e sarà necessario consentire «adeguata aerazione naturale e ricambio d’aria».

quando riaprono i cinema e come
Le nuove regole per i cinema (Corriere della Sera, 18 maggio 2020)

Negli allegati al decreto sono sinteticamente illustrati i «principi cardine» a cui i tecnici si sono ispirati: distanziamento sociale, rigorosa igiene delle mani, personale e degli ambienti e«capacità di controllo e risposta dei servizi sanitari della sanità pubblica territoriale e ospedaliera». Il rischio di aggregazione e l’affollamento sono i pilastri di tutte le regole, di cui anche le Regioni dovranno tenere conto qualora volessero decidere se anticipare o posticipare le riaperture.

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