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Quanti posti ci sono in terapia intensiva regione per regione

Ieri il bollettino sul Coronavirus ha contato i malati di COVID-19 ricoverati in terapia intensiva: sono al momento 390: il punto sull’effettiva capienza delle rianimazioni delle regioni rispetto alla domanda di posti

151 mila terapia intensiva coronavirus

Ieri il bollettino sul Coronavirus ha contato i malati di COVID-19 ricoverati in terapia intensiva: sono al momento 390. Il Fatto oggi fa il punto sull’effettiva capienza delle rianimazioni delle regioni rispetto alla domanda di posti. Nella tabella vengono riportati i dati disponibili alle 21 di giovedì 8 ottobre. In quel momento i posti disponibili  erano 6.458, cioè il 25% in più dei 5.179 di fine febbraio 2020. I ricoverati attuali, 390 come abbiamo detto, rappresentano il 6% del totale: se aumentassero al ritmo medio di 30 persone al giorno fino a fine gennaio, il 1° febbraio avremmo in terapia intensiva  3.770 pazienti, meno del picco raggiunto in un solo mese ad aprile. Ma avremmo invece 9mila letti. posti terapia intensiva nelle regioni

Se guardiamo alla situazione nelle singole regioni, vanno invece segnalati alcuni casi di rapporto pazienti/letti abnormi rispetto alla media nazionale del 6%: guida la classifica la Campania, che ieri faceva registrare 63 malati in terapia intensiva (lo stesso dato di venerdì), cioè il 14,7% dei 427 posti disponibili; segue assai vicina la Sardegna col 14,3% dei letti occupati (25 su 175), poi la Liguria (12,4%, 26 su 209 posti) e l’Umbria (11,4%, 8 su 70). Va segnalato il caso del Veneto, che non solo continua a fare più tamponi degli altri in percentuale alla popolazione, ma è l’unica regione ad aver mantenuto tutti i posti di terapia intensiva creati durante la prima ondata di contagi: 825 letti ovvero 331 in più di quanti ne aveva a febbraio 2020

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