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Periferie, le zone del conflitto a Roma

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Dopo i fatti di Torre Maura, il Messaggero riepiloga oggi in un’infografica quali sono le zone a rischio conflitto a Roma, partendo dal Municipio IV, che conta 17 centri che accolgono 600 immigrati, il campo nomadi di via di Salone tra i più problematici d’Europa (oltre 600 ospiti), una ventina di discariche a cielo aperto e almeno 13 accampamenti abusivi.  Tra i luoghi si elencano gli accampamenti rom dei Monti Tiburtini, il campo di via Candoni e gli accampamenti sul Tevere e il campo rom di La Barbuta.

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Le zone a rischio a Roma (Il Messaggero, 4 aprile 2019)

A Osteria del Curato una chiesa ha fatto partire la protesta. I fedeli che respirano i fumi del campo rom La Barbuta pensano ad azioni legali e pacifiche,ma Enzo Richetti,del comitato di Morena spiega: «Già presentati gli esposti». E aggiunge: «L’esasperazione purtroppo può portare a violenze di massa che temiamo». Preoccupata anche la presidente del VII Municipio, Monica Lozzi (M5S) «per La Barbuta, ma anche per i continui roghi a Cinecittà Est». Al Tiburtino III invece uno Sprar e un altro centro che aveva scatenato scontri (fisici) sono stati chiusi. «La pressione ormai è diminuita – dice Roberta Della Casa, minisindaco del IV distretto abbiamo sgomberato molti accampamenti rom, ma l’attenzione resta alta». Accetterebbe i rom trasferiti da Torre Maura? «Assolutamente no, per non creare tensioni e perché non potremmo assicurare una sistemazione dignitosa». Tensioni pronte a diventare rivolte covano invece a Roma Ovest, alla Magliana, a Casetta Mattei, o ancora più in periferia a Colle del Sole. Non si salva neanche Roma Nord,con le occupazioni di Primavalle e Battistini.

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