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Il monologo di Federica Pellegrini: “Ho gareggiato con le donne, ma ho sempre dovuto combattere con gli uomini” | VIDEO

Federica Pellegrini a Le Iene racconta le offese e i giudizi sommari che le sono arrivati dagli uomini sia per le sue perfomance sportive che per la sua vita privata

FEDERICA PELLEGRINI VIDEO MONOLOGO LE IENE

Federica Pellegrini è stata la coconduttrice dell’ultima puntata de Le Iene. La campionessa di nuoto che ha dato pochi giorni fa l’addio all’agonismo ha raccontato in un monologo cosa è significato per lei dovwersi confrontare con un mondo di uomini ostile, pronto a giudicarla sia per le sue perfomance sportive sia per la sua vita privata.

Il monologo di Federica Pellegrini: “Ho gareggiato con le donne, ma ho sempre dovuto combattere con gli uomini”

Federica ha iniziato a parlare ricordando chi l’ha preceduta nelle settimane precedenti: “Qui molte donne in queste settimane hanno parlato del proprio vissuto e delle proprie idee, e stasera tocca a me. Io non mi sono mai sottratta al confronto: so di avere carattere, e non me ne vergogno. Mi sono sempre battuta per ciò in cui credo, mi sono esposta ed ho difeso le persone che amo, pagandone le conseguenze. Fa parte del gioco” E poi ha introdotto il tema del suo monologo, quello del confronto con gli uomini che l’hanno sempre giudicata, senza averne diritto e con un metro assolutamente improprio “Quindi ho accettato, ci ho pensato, e c’è una cosa che mi ha fatto riflettere in particolare: in tutti questi anni, in cui ho gareggiato contro le donne, perché mi sono dovuta confrontare molto più spesso con gli uomini? Uomini che mi aspettavano al varco sia che vincessi, sia che perdessi”.

Parole che riflettono la sofferenza repressa in tanti anni, la constatazione che solo perché si è donne si viene trattate in modo diverso e giudicate per delle scelte completamente personali: “Se cadi sei un’atleta finita, e se stai in piedi sei una principessa messa su un piedistallo. Piedistallo che, in ogni caso prima o poi paghi, perché se un uomo vince e ne va giustamente orgoglioso, è un bomber, se una donna vince e ne va giustamente orgogliosa, se la tira. Così stanno tutti in attesa del disastro, tipo “guardiamo dallo spioncino che succede”, che se va male usciamo sul pianerottolo a festeggiare. Uomini che giudicavano la mia vita privata, perché se sei un atleta maschio e hai delle relazioni sei un uomo di successo, se sei un’atleta donna e hai delle relazioni sei la mangiauomini”.

Federica, la “mangiauomini” che può essere colpita con le parole usate come pugni, fino all’offesa: “Come quel figlio di un allenatore di nuoto, che quando ho difeso il mio coach ha twittato “eh sì, è lui il tuo pene dell’anno”. Una finissima analisi sportiva…che poi mi chiedo, perché “il pene dell’anno”? È annuale, tipo il bollo della macchina? Uomini che a 16 anni, alla mia prima olimpiade, quando ero alle prese con l’acne come tutte le adolescenti di questo mondo, in radio commentavano “sarà il testosterone”. Quante risate. Uomini che, nel mio lavoro, hanno il diritto alla vittoria perché tutti gli sport che tu, donna, hai iniziato a praticare, li hanno praticati prima loro, li hanno eseguiti meglio loro, li hanno inventati loro. Perché gli sport importanti “sono sport da uomini”. Perché le cose importanti “sono cose da uomini”.

E alla fine del suo monologo, o meglio all’inizio di un nuovo capitolo della sua vita, Federica Pellegrini trae le sue conclusioni: “È tempo di bilanci, e allora stasera a questi uomini dico che se così vi è piaciuto pensarmi, sono contenta vi siate divertiti, almeno voi. Agli altri uomini, quelli della mia vita, dico grazie per avermi dedicato uno sguardo che ha creduto nei miei occhi, nella mia forza, nella mia bellezza. Sono gli uomini che contano per me: quelli che non hanno bisogno di cose da uomini. Ah, esistono anche donne stronze, è ovvio. Ma mi hanno chiesto di parlare per qualche minuto, non per pochi secondi”.